Analisi della redazioneFormula 1Gran Premio Bahrain

La Red Bull mette le ali ma si prende i rimpianti: in Bahrain un’occasione persa

Veloce nei test, veloce nelle libere, veloce in gara: ma a Verstappen sfugge il primo posto. Trionfi solo rinviati?

Il primo round stagionale ci ha consegnato una Red Bull competitiva, ma non abbastanza precisa nella cura di alcuni dettagli

Carpe diemamavano ripetere i latini. Ed è con questa frase che possiamo provare ad esprimere la fotografia di quello che abbiamo visto in Bahrain. Perchè è forte la sensazione che all’interno della Red Bull sia mancata proprio la capacità di cogliere l’attimo, non curando a sufficienza dei dettagli che poi si sono rivelati decisivi. Ed è inevitabile che quando si finisce col mancare una vittoria che sembrava alla portata a prevalere siano soprattutto i rimpianti.

Quella del Bahrain, con una Red Bull che non è riuscita ad avere la meglio su una Mercedes non irresistibile, rischia infatti di essere una già prima significativa sliding doors dell’annata. Perchè i campioni in carica, una volta prese le misure con la nuova monoposto, difficilmente saranno altrettanto attaccabili. Ed è quindi adesso che gli avversari dovrebbero provare a battere il ferro finchè è caldo, iniziando ad accumulare dell’importante fieno in cascina. La scuderia tedesca, su Twitter, ha pubblicato un post con scritto: “Mercedes ti mette le ali”. Allegro sfottò. Eppure la scuderia di Horner è stata superiore ai rivali.

I PROBLEMI DI PEREZ E UNA STRATEGIA CHE NON HA CONVINTO

L’elenco dei rimpianti in casa Red Bull però comincia già dal sabato, con la gestione della qualifica di Sergio Perez. Era proprio necessario insistere anche nel secondo tentativo nel far qualificare il pilota messicano con gomma media? Con una situazione così equilibrata nel midfield e un pilota che trovandosi all’esordio non poteva avere piena familiarità con il mezzo non era forse un rischio eccessivo? Certo, facile dirlo col senno del poi, ma la cosa si è rivelata determinante. Perchè il mancato ingresso del messicano in Q3 ha lasciato Verstappen solo a combattere contro le due Mercedes, che hanno quindi potuto essere decisamente più aggressive con la strategia.

Venendo alla strategia, per l’appunto, anche su quella permangono dei dubbi. Red Bull è apparsa troppo passiva nel non coprirsi in modo tempestivo dall’undercut di Hamilton, riponendo un’eccessiva fiducia nel passo che avrebbe dovuto condurre Verstappen alla rimonta finale. Ma la storia delle corse ci insegna che se sei primo dovresti fare di tutto per rimanerci. Banalmente, trovarsi ad inseguire è sempre (molto) più difficile e non è detto che nell’operazione di sorpasso tutto fili liscio, come si è poi dimostrato.

Nel ricucire i 9 secondi che lo separavano da Hamilton dopo la sua seconda sosta Verstappen oltretutto è stato chiamato a chiedere tanto dalle sue gomme. E così, quando ha finalmente raggiunto il rivale a pochi passaggi dal traguardo, aveva a disposizione nel suo fucile un solo proiettile, che ha mancato il bersaglio per la nota vicenda relativa ai track limits di curva 4. Quando Max ha restituito la posizione l’inerzia del duello si è improvvisamente capovolta. La Red Bull non aveva più l’energia per sferrare un secondo attacco, la Mercedes tirava un sospiro di sollievo e si avviava a celebrare un trionfo mai così sofferto.

AFFIDABILITÀ, PUNTO INTERROGATIVO

A tutto questo contesto va aggiunto che, almeno in questo primo weekend, quello legato all’affidabilità è sembrato un punto nevralgico. Oltre alle noie di Perez nel giro di formazione, anche Verstappen ha lamentato problemi alla farfalla durante il primo stint. E chi ci dice che anche queste minuzie, in una gara così combattuta e competitiva, non abbiamo fatto la differenza tra un primo e un secondo posto?

Per tutte queste ragioni, è forte la sensazione che quella in Bahrain per la Red Bull somigli tanto ad un’occasione sprecata. Il team anglo-austriaco non è riuscito a capitalizzare al meglio tutta la velocità espressa in pista e ha perso una gara che era nelle condizioni di vincere. Dalle parti di Milton Keynes si augurano che questi siano gli unici rimpianti all’interno di un campionato nel quale alla corazzata del binomio Hamilton-Mercedes non si potrà concedere nulla.

Danilo Tabbone

Mi chiamo Danilo, ho 20 anni, vengo dalla Sicilia e studio all'Università di Palermo. La Formula 1 è la mia più grande passione, la seguo da quando ero bambino, e le emozioni che mi suscita sono parte integrante della mia personalità. Dal 2020 scrivo per F1world.

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