Analisi della redazioneCuriosità dalla F1Formula 1

La Formula 1 del futuro è più vicina a quella del passato

Dal prossimo anno le vetture raggiungeranno un peso minimo di quasi 800 chili, cifra simile alle auto che corsero i primi Gran Premi negli anni 20

L’aumento del peso delle macchine, non soddisfa i piloti, che così avranno tra le mani auto meno agili simili a quelle di un secolo fa

Il peso delle vetture è stato spesso un tema di dibattito tra i piloti. La stragrande maggioranza di loro vorrebbe auto più leggere, più agili nelle curve e anche più nervose. Attualmente il peso minimo delle Formula 1 è di 752 chili. Dal prossimo anno il peso minimo passerà a 790, anche se alcune squadre suggeriscono che il peso potrebbe andare anche oltre.

Lewis Hamilton e Daniel Ricciardo recentemente hanno espresso più di altri la loro contrarietà ad un aumento del peso minimo. Si tratterebbe di un ritorno nel passato di ben 100 anni. Nel 1921 nel primo Gran Premio dopo la prima guerra mondiale, le auto ammesse potevano avere un motore di cilindrata massima pari a 3 litri e un peso minimo di 800 chili a vuoto. Dall’anno successivo, la cilindrata massima venne ridotta a 2 litri e il peso minimo calò a 650 chili.

Pochi anni dopo, nel 1934, per limitare la potenza dei motori, nacque la F750. In questo caso il regolamento stabiliva il peso massimo che era pari a 750 chili. Nessuno poteva usare motori eccessivamente potenti perché il telaio altrimenti non avrebbe retto. Nel peso massimo non erano inclusi il peso del pilota e della ruota di scorta.

DAL MITO DELLE FRECCE D’ARGENTO, ALL’AUMENTO DEL PESO MINIMO PER AUMENTARE LA SICUREZZA

Da qui nacque la leggenda delle ‘Frecce d’Argento’: secondo il mito, infatti, Alfred Neubauer, il primo direttore sportivo della storia, fu costretto a grattare la vernice delle Mercedes lasciandole in alluminio a vista per alleggerirle facendole rientrare nei limiti di peso. Negli anni 60 si tornò a osservare il peso minimo, che venne impostato a 450 chili. In questo modo gli ingegneri potevano progettare telai più resistenti, in modo da attutire meglio gli urti, riducendo il tragico tasso di mortalità raggiunto nel decennio precedente.

Negli anni 90 il peso minimo delle vetture era di 595 chili, ma stavolta comprensivo del peso del pilota. Da lì in poi è andato solo aumentando, praticamente di anno in anno. Nei primi anni seguenti all’introduzione del turbo vennero adottati due pesi minimi: uno per le vetture con la sovralimentazione, uno di circa 40 chili in meno per gli aspirati.

In generale, gli ingegneri hanno sempre cercato di tenere il peso al di sotto del limite. Pertanto, hanno zavorrato l’auto con sfere o pastiglie in tungsteno, posizionate in luoghi idonei per bilanciare il comportamento dinamico dell’auto e adattare al meglio gli assetti alle caratteristiche di ciascun circuito. La zavorra viene appoggiata a terra in modo da abbassare il più possibile il baricentro.

A partire dal 2011 non è stato regolamentato solo il peso minimo, ma sono state stabilite restrizioni sulla distribuzione delle masse tra i due assi: 46% all’anteriore e 54% al posteriore, con uno scarto non superiore allo 0,5%. Il bilanciamento dei pesi, tra l’altro, fu uno degli oggetti delle famigerate mail, mandate da Nigel Stepney della Ferrari a Mike Coughlan della McLaren ai tempi della spy story.

Gabriele Gramigna

Mi chiamo Gabriele, sono un ragazzo molisano e studio chimica all'università di Padova. Dal 2018 scrivo per F1World, cercando di trasmettere la mia passione per la Formula 1 in tutti i miei articoli.

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