Red Bull-Ford: il segreto dietro la rincorsa ai motori Mercedes

Red Bull Ford

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La partnership Red Bull Ford accelera lo sviluppo della nuova Power Unit, puntando a colmare il gap prestazionale con i motori Mercedes

Dopo l’addio ufficiale di Honda, il team di Milton Keynes ha intrapreso una sfida monumentale: costruire il proprio motore da zero. Ma a che punto sono rispetto alla Mercedes, ovvero il punto di riferimento per quanto riguarda le nuove Power Unit. Mark Rushbrook, direttore di Ford Performance, ha recentemente fatto il punto della situazione del motore Red Bull Ford, confermando che il progetto è “nel vivo della mischia”, pur mantenendo i piedi per terra.

Costruire un reparto motori in sole 55 settimane è stata un’impresa senza precedenti. Sotto la guida di Ben Hodgkinson, Red Bull Ford Powertrains ha reclutato talenti proprio da Mercedes High Performance Powertrains, portando con sé un know-how fondamentale. Nonostante le preoccupazioni iniziali, i primi feedback in pista sono stati incoraggianti. Persino Toto Wolff, team principal di Mercedes, ha definito Red Bull il “punto di riferimento assoluto”, un commento che, seppur intriso di tattica politica, certifica la solidità del lavoro svolto finora.

Una partnership totale con il team di Milton Keynes e il confronto con Mercedes

Inizialmente, l’accordo tra Red Bull e Ford prevedeva che il colosso americano si occupasse principalmente della componente elettrica della Power Unit. Tuttavia, Rushbrook ha rivelato che il contributo di Ford è cresciuto esponenzialmente in aree inaspettate come la produzione additiva, i tempi di turnaround ed i controlli dimensionali. Queste innovazioni non resteranno confinate alla Formula 1, ma influenzeranno anche i programmi racing globali di Ford.

Se da un lato Max Verstappen ha confermato che il motore a combustione e l’erogazione dell’energia elettrica sono già a buon punto, resta ancora un divario da colmare con Mercedes in termini di consistenza. Secondo Rushbrook, la competitività della Power Unit Red Bull-Ford varia ancora significativamente a seconda delle condizioni ambientali, come temperatura e umidità. “Le attuali unità sono estremamente sensibili al contesto,” ha spiegato. Mercedes sembra avere ancora un leggero vantaggio nella gestione di queste variabili su ogni tipo di tracciato.