DichiarazioniFormula 1

Ricciardo: “Per migliorarmi ho bisogno di studiare da Norris”

Il pilota australiano ha parlato delle difficoltà incontrate in questa prima parte di stagione alla McLaren, con un Norris che lo sta oscurando gara dopo gara

Ricciardo ha sottolineato la crescita che Norris ha mostrato in questo 2021, affermandosi come uno dei piloti più veloci in griglia

Daniel Ricciardo era tra i protagonisti più attesi di questo 2021. Eppure, quando sono passate già nove gare dall’inizio dell’annata, è forse la delusione più grande. L’australiano non è riuscito a sposarsi bene nella nuova avventura in McLaren, e il confronto con Norris lo vede costantemente battuto. Una situazione difficile da accettare per un pilota della sua caratura, capace di salire per sette volte sul gradino più alto del podio.

“Sono arrivato in McLaren e Norris ha messo in mostra tutte le sue capacità e il suo talento, credo che stia concretizzando quella che ai miei occhi è la crescita del terzo anno. A me accadde in Red Bull, ed è un processo dal quale è passato anche lo stesso Max Verstappen. I piloti vivono un percorso di crescita che ad un certo punto ti porta a commettere sempre meno errori, riuscendo così ad esprimere a pieno tutto il potenziale e il talento che hai a disposizione”.

“L’unica cosa che posso fare in questo momento è togliermi il cappello davanti alle sue prestazioni e lavorare sodo per raggiungere quel livello, a partire dalla conoscenza col team e con la vettura. Devo stargli vicino e imparare tutto ciò che lui è in grado di svolgere meglio di me in questo preciso momento”.

LA CRESCITA DEL TERZO ANNO: I NUMERI

Il terzo anno di Ricciardo, quello in cui è riuscito ad esprimere il suo potenziale, è stato nel 2014, quando vinse tre gare mettendo in ombra un Vettel reduce da quattro titoli mondiali consecutivi. Per Max Verstappen, invece, il dato può essere riconducibile al 2018, quando vinse in modo perentorio (249 punti per l’olandese, 170 per l’australiano) il confronto interno con Daniel, affermandosi come prima guida all’interno del team. E con Norris la tendenza si sta addirittura rafforzando. Basti pensare che il pilota britannico ha già ottenuto più punti rispetto al 2020 (101 contro 97). 

In quello che dice Riccardo, quindi, c’è sicuramente del vero. Ad un certo punto ai piloti scatta un “clic”, che segna la loro definitiva maturazione. A quel punto sono effettivamente in grado di esprimersi al meglio delle proprie possibilità. Ma allora cosa può fare l’australiano per venire a capo di questa situazione, forse la più difficile da quando è un pilota affermato e dal valore riconosciuto?

“Che cosa mi manca? Non lo so. Il clima è ottimo ed io mi sento sempre pieno d’energia. Ma ovviamente vedere Lando sempre a 7-8 decimi vuol dire che c’è un problema, si parla di distacchi davvero troppo grandi. Devo riuscire a trovare il felling in staccata che avevo con Renault, e spero che il 2022 sia un’occasione per me, con il passaggio alle nuove regole. Per essere aggressivo nella guida ho bisogno di fiducia e in questo momento non ne ho tantissima. Devo continuare a lavorare”.

Danilo Tabbone

Mi chiamo Danilo, ho 20 anni, vengo dalla Sicilia e studio all'Università di Palermo. La Formula 1 è la mia più grande passione, la seguo da quando ero bambino, e le emozioni che mi suscita sono parte integrante della mia personalità. Dal 2020 scrivo per F1world.

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