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La controversia sulle ali flessibili al centro del weekend di Baku

Quello in Azerbaijan sarà l’ultima gara prima dei test più severi sulla polemica nata in merito alle ali posteriori della Red Bull

La Federazione ha concesso una deroga per consentire alla Red Bull di adeguarsi alle nuove misure. Ma Toto Wolff minaccia di fare reclamo.

Una settimana di pausa, e adesso la Formula 1 è pronta a ripartire. Da Montecarlo a Baku, un’altra pista pronta a tornare in calendario dopo un anno di assenza. Da un cittadino ad un altro, seppur tra loro molto diversi. Quello in Azerbaijan è infatti un cittadino atipico, che affianca tratti tortuosi a rettilinei molto lunghi. Una sfida completa e affascinante per piloti e team, sui quali continua a pendere la controversia delle ali flessibili.

Quella che riguarda le ali flessibili è una soluzione potenzialmente decisiva su un tracciato del genere, perchè consente di massimizzare l’efficacia della monoposto sia in rettilineo (quando l’alettone posteriore si piega si ottengono gli stessi benefici del DRS) che in curva (quando l’alettone torna nella posizione standard consente di offrire il massimo del carico aerodinamico a velocità minime), senza fare grossi compromessi sul piano dell’assetto. Si stima che il guadagno sia tangibile, almeno di un paio di decimi al giro.

Quello di Baku sarà l’ultimo appuntamento in cui il team di Christian Horner potrà continuare ad usufruire di un escamotage che tutti giudicano come irregolare. Ma la Mercedes ha intenzione di far saltare il banco. Toto Wolff ha già minacciato di fare reclamo. Battaglia quindi non solo in pista, ma anche sul piano politico, con una Federazione che sarà chiamata a prendere finalmente una posizione meno interlocutoria.

“Se il discorso delle ali flessibili rimarrà nel limbo anche a Baku, con il vantaggio che possono fare, allora andremo dai commissari. E se i commissari non sono sufficienti, allora andremo alla Corte d’Appello Internazionale. Quindi credo che la Federazione dovrà fornirci dei chiarimenti”, ha detto Wolff, che può contare anche sull’appoggio della McLaren in questa battaglia.

Danilo Tabbone

Mi chiamo Danilo, ho 20 anni, vengo dalla Sicilia e studio all'Università di Palermo. La Formula 1 è la mia più grande passione, la seguo da quando ero bambino, e le emozioni che mi suscita sono parte integrante della mia personalità. Dal 2020 scrivo per F1world.

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