DichiarazioniFormula 1

Kubica: “Il mio fisico non è stato responsabile dei risultati”

Il pilota polacco crede che incolpare i suoi limiti fisici per gli scarsi risultati ottenuti con la Williams sarebbe una scusa

Senza quel maledetto incidente, probabilmente avremmo visto Robert Kubica combattere ad armi pari i migliori piloti di questa generazione

Il ritorno di Robert Kubica non è stato quello sperato, da lui e da tutti i fan, gioiosi di vederlo tornare nel Circus. Il pilota polacco, ha dovuto fare i conti con la Williams FW42, monoposto più lenta di tutta la griglia, e con alcune difficoltà durante il giro secco. Infatti, in qualifica, è stato sconfitto nettamente dal suo giovane compagno di squadra George Russell.

Lo spaventoso incidente in cui incappò Kubica durante un rally del 2011, ha lasciato il pilota con una mobilità limitata nel braccio destro, e lui stesso ha affermato di guidare al “70% con la sua mano sinistra“. Questo dovrebbe logicamente tradursi con un deficit nelle curve ad alta velocità, ma il 35enne di Cracovia ha respinto in maniera categorica questa possibilità.

UN PUNTO CHE SCAVALCA QUALSIASI DIFFICOLTÀ

A volte vogliamo far credere alla gente che la F1 sia semplice, ma non lo è“, ha dichiarato Kubica ad Autosport. “Ci sono molti fattori che influenzano il risultato finale o il cronometro. Uno dei fattori che non mi ha influenzato è il mio limite nelle curve ad alta velocità. E’ vero che a volte ci sono grandi variazioni, ma quando manca il grip è normale perdere di più nelle aree difficili. Inoltre, si perde di più quando ci sono due o tre curve di fila, piuttosto che una curva e poi un rettilineo. Questi sono i fatti. Sono sicuro, i miei limiti non hanno influenzato la mia guida su questo tipo di sezioni”.

Rivivendo la stagione del suo ritorno, Robert ha anche suggerito che la mancanza di feedback ha contribuito ad un anno “molto confuso“. “Ho le mie opinioni su molte aree in cui avrei sicuramente potuto fare meglio, ma non sono stato aiutato. Nelle circostanze in cui ci trovavamo, era estremamente importante iniziare la stagione in maniera consistente. Sfortunatamente, ciò non è accaduto”.

“Ci sono state occasioni in cui ho potuto esibirmi e guidare bene, ma sono stati nascosti alcuni fattori esterni. In alcune occasioni avrei potuto fare meglio e altre in cui non avevo risposte, e non avevo idea del perchè perdessi velocità giorno dopo giorno. Questo è il peggio, perchè per migliorare devi capire. Non ha senso avere una medicina per qualcosa che non sta causando una malattia”.

La comunicazione con la scuderia, dunque, è stata insufficiente. Un altro motivo dietro gli scarsi risultati stagionali, sono gli pneumatici Pirelli e la ristretta finestra operativa d’utilizzo. Penso di essere abbastanza intelligente e abbastanza bravo da capire quello che dovrei fare con le gomme. Eppure, non è un pilota a scegliere la via da percorrere o a capire come gli pneumatici dovrebbero funzionare. E’ questione di lavoro di squadra. Certo, alla fine è il pilota a guidare la vettura, ma avevamo gli stessi obiettivi. E‘  una povera scusa per giustificare una stagione senza successo“.

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Alberto Lanzidei

Mi chiamo Alberto, ho 24 anni e la mia passione sono le automobili. Seguo con attenzione il mondo delle corse e in particolare la Formula 1, massima espressione del motorsport. Sin dall'adolescenza il mondo dell'informazione sportiva attirava la mia curiosità, senza immaginare che un giorno ne sarei entrato a far parte.

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