Formula 1Test Abu Dhabi

Isola: “Ecco cosa abbiamo imparato sulle Pirelli da 18 pollici”

I test di fine stagione, passati un po’ sotto traccia, hanno fornito alcune interessanti indicazioni

Le sessioni di prova di martedì e mercoledì hanno permesso a team e piloti di fare esperienza sulle mescole che verranno utilizzate a partire dal 2022

Nel pieno del marasma che ha fatto seguito al controverso atto conclusivo della stagione, sono andati in scena i test di fine campionato. I tempi realizzati dai piloti hanno poco valore, dal momento che ai titolari non è stato permesso di utilizzare vetture del 2021. Ben altro discorso va fatto invece per i nuovi pneumatici Pirelli da 18 pollici, che ad Abu Dhabi sono stati per la prima volta disponibili nella loro forma definitiva, e nei cinque diversi compound previsti, per tutte le squadre della griglia di partenza.

CINQUE DIVERSE MESCOLE E UN PROBLEMA RICORRENTE: IL SOTTOSTERZO

Pirelli aveva dichiarato poco o niente in occasione dei test per i nuovi pneumatici svolti precedentemente nel corso della stagione. Dopo la due giorni di Abu Dhabi, invece, Mario Isola ha fatto il punto della situazione, fornendo alcuni dettagli molto interessanti. “I team hanno potuto utilizzare tutti i diversi tipi di compound“, ha esordito il leader di Pirelli, “e li hanno testati sia in simulazione di qualifica che di passo gara. Innanzitutto, devo dire che analizzando i tempi sul giro, il delta di prestazione fra le varie mescole è in linea con quello che ci aspettavamo sulla base dei nostri dati“.

I numeri sono coerenti rispetto a quanto osservato nei test di sviluppo svolti durante l’anno“, ha proseguito Isola. “Naturalmente, le mescole di tipo C1 e C2 non sono le migliori per Abu Dhabi, che è un circuito poco aggressivo sulle gomme e predilige i tipi C3, C4 e C5. Dunque, riguardo alle mescole C1 e C2 il responso è stato chiaro: poco grip, ma ottima consistenza in termini di durata e tempi sul giro”.

Un primo dato interessante sui pneumatici da 18 pollici può essere ricavato dalle impressioni di chi le ha portate in pista. “Da parte dei piloti abbiamo ricevuto commenti praticamente unanimi riguardo al sottosterzo, ha spiegato Isola. “Sembra che le gomme posteriori garantiscano ottime prestazioni, al punto da mettere in difficoltà le anteriori. Chiaramente, bisogna tenere conto del fatto che i piloti titolari hanno svolto il test con vetture degli anni precedenti, potendo adeguare ben poco l’assetto. Credo che in alcuni casi questo abbia accentuato i problemi legati al sottosterzo”.

PRESSIONI PIÙ BASSE PER LE PIRELLI DA 18 POLLICI

Le difficoltà con il sottosterzo sembrano destinate a restare una parentesi di questi test. “Le squadre non sono affatto preoccupate”, ha dichiarato Isola. “Per le caratteristiche delle vetture del 2022, un po’ di sottosterzo sarà inevitabile. Ma i team sono preparati, e trovare il giusto bilanciamento non sarà un problema”. Dopo la prima giornata di test ad Abu Dhabi, la Pirelli ha cercato di aiutare le squadre modificando alcuni dei parametri inizialmente forniti. “Analizzando i dati, ci siamo accorti che c’era del margine da sfruttare per quel che riguardava la pressione delle gomme, in particolare delle anteriori”.

Abbiamo quindi deciso di dare ai team la possibilità di ridurre la pressione delle anteriori di 1.5 psi, per la giornata di mercoledì“, ha continuato Isola. “Questa soluzione si è rivelata utile per limitare il sottosterzo, aumentando l’impronta a terra della gomma e riducendo il graining, specialmente con le C3. L’usura e il graining hanno continuato a manifestarsi con le C4 e C5, ma trattandosi delle mescole più morbide, questo ha perfettamente senso”. 

La pressione delle anteriori è stata portata da 21.5 a 20.0 psi, mentre con le posteriori si è optato per un valore costante di 17.5. Nel weekend di gara, i valori per anteriori e posteriori erano stati rispettivamente di 23.0 e 21.0. Questo significa che nel 2022 dovremo abituarci a pressioni di partenza decisamente inferiori. “Con le Pirelli da 18 pollici la struttura delle posteriori è più robusta”, ha spiegato Isola. “Questo è il motivo per cui ci possiamo permettere un valore di 17.5 psi, che sarebbe basso per pneumatici da 13 pollici“.

TEMPERATURE DI RISCALDAMENTO E FINESTRA DI UTILIZZO

Un’altra novità del 2022 sarà rappresentata dalle temperature di riscaldamento inferiori delle termocoperte. “In questi test abbiamo cominciato a utilizzare le temperature di riscaldamento previste per il 2022. Questo significa 70 gradi per le anteriori, anziché 100, e 70 per le posteriori, invece di 80. Abbiamo introdotto questi parametri fin dai primi test di sviluppo delle nuove mescole. I piloti ci hanno detto che per portare in temperatura le C1 è adesso necessario spingere un bel po’ in pista, almeno un paio di giri. Ma come ho già detto, le C1 non si adattano ad Abu Dhabi“.

Con le C2 è stato più semplice, e le altre mescole più morbide non hanno dato alcun problema nel raggiungere la temperatura ideale”, ha specificato Isola. “Abbiamo cercato di sviluppare gli pneumatici del 2022 in modo che abbiano una finestra di utilizzo più ampia, senza sacrificare troppo la fase di warm-up. Facendo un confronto con le gomme da 13 pollici, il livello di grip è simile, ma le nuove Pirelli da 18 sono più consistenti“.

Una differenza importante tra le vetture utilizzate per i test e le monoposto che vedremo in pista nel 2022 riguarda i freni“Abbiamo chiesto ai team di utilizzare il massimo livello di raffreddamento possibile, sia all’anteriore che al posteriore. Guardando alle simulazioni del prossimo anno e alla direzione dei flussi, non dovrebbe essere possibile sfruttare il calore dei freni per riscaldare il bordo dello pneumatico. Partendo da 21.5 psi all’anteriore ma con una temperatura della termocoperta inferiore di ben 30 gradi, l’incremento di pressione è notevole“.

LE SENSAZIONI DEI PILOTI SULLE PIRELLI DA 18 POLLICI

Uno degli obiettivi dichiarati delle Pirelli da 18 pollici è quello di ridurre i problemi dovuti al surriscaldamento degli pneumatici. I primi riscontri, in tal senso, sembrano positivi. “I piloti ci hanno detto che possono spingere“, ha commentato Isola. “Prendiamo le C3 come riferimento: non si sono manifestate difficoltà legate al surriscaldamento o al degrado. Sono molto curioso di vedere come i nuovi pneumatici si comporteranno con le vetture del 2022. In linea di massima, immagino che rispetto al 2021 avremo più downforce nelle curve veloci e meno nelle curve lente. Il bilanciamento cambierà completamente“.

L’ultima osservazione di Isola è relativa alle impressioni che i piloti hanno ricavato dalla due giorni di test, fatta eccezione per il già discusso sottosterzo. “La frenata è più difficile, si arriva talvolta al bloccaggio. I piloti hanno percepito chiaramente il peso superiore dei nuovi pneumatici nel muovere il volante. Inoltre, hanno riscontrato un’ottima trazione in rettilineo. Si sono verificati alcuni episodi di sovrasterzo improvviso, coerentemente con il fatto che, per ovviare al sottosterzo, si tende a utilizzare un angolo di sterzo maggiore. Quando perdi aderenza al posteriore, la vettura parte con maggior facilità“, ha concluso Isola.

 

Alessandro Bargiacchi

Sono toscano doc, nato a Firenze nel 1992. Adesso vivo in Casentino. Ho una laurea triennale in scienze politiche e una magistrale in semiotica. Adoro la musica e il teatro, così come lo sport, e a queste passioni cerco di dedicare tutto l'impegno e il tempo possibile. I miei primi ricordi legati a un Gran Premio 1 risalgono a Silverstone 1999, alle immagini sbiadite di Schumacher che colpisce violentemente le barriere di protezione. Negli anni, crescendo e cominciando a capire un po' meglio come funziona una gara automobilistica, sono diventato un vero appassionato di Formula 1, con un sincero amore sportivo nei confronti di Kimi Räikkönen, che ho avuto la fortuna di tifare per 20 anni.

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