Analisi della redazioneFormula 1

I messaggi radio al direttore di gara? Eccoli qua!

Per la prima volta nel gran premio di Spagna la produzione ha diffuso una comunicazione tra un team principal e la direzione gara. Esperimento interessante

Dopo i messaggi radio tra pilota e team, da ora si possono ascoltare anche quelli tra team e direzione gara

Era Toto Wolff. Chiedeva le bandiere blu per Mazepin. Le chiedeva alla direzione gara. Ci siamo rimasti di stucco, tutti. Perchè questi di Liberty Media hanno in mente di rendere la trasmissione della gara in TV sempre più interessante. E quindi se ne inventano di tutte per stuzzicare la curiosità dello spettatore. Ma non avvertono in anticipo!

Messaggi Radio Gara
Credits: Pirelli Press Area

E così intorno a metà gara, nel pieno del duello tra Hamilton e Verstappen, l’assonnato spettatore medio ha ascoltato domenica scorsa una voce abbastanza familiare rivolgersi a un certo Michael. “Michael, blu flags! Michael this guy makes us lose the position”. Era proprio Toto, il Team Principal austriaco che di solito “va in onda” solo per complimentarsi con Hamilton o stuzzicare quel che resta di Bottas. Stavolta si rivolgeva ad un certo Michael e non c’è voluto molto per capire che si trattava di Michael Masi, il direttore di gara. E chiedeva di sventolare la bandiera blu a Mazepin per far passare Lewis.

UN MESSAGGIO A SUO MODO STORICO

E così per la prima volta nella storia della Formula 1 abbiamo ascoltato in diretta un messaggio radio tra un team principal e la direzione gara. Sì, a pensarci non è esattamente un “gran passo per l’umanità”. Anche perchè sono decenni che i piloti urlano in radio di chiamare in causa il direttore di gara per ogni tipo di situazione. E quindi era facile immaginarsi che una comunicazione piuttosto continua tra squadre e race control ci fosse. Ma sentirla, così all’improvviso, in tutta la sua scontata linearità ha suscitato una certa sorpresa.

E infatti il Michael di cui sopra a fine gara è stato travolto dalle domande. Per una volta invece che dover parlare di penalties, track limits o unsafe releases l’australiano Masi ha quindi potuto raccontare che ci avevano voluto fare una sorpresa. “Avevamo da tempo deciso di diffondere anche i messaggi tra squadre e direzione gara. Dall’anno scorso facciamo delle prove “in background”, e in questo Gran Premio abbiamo comunicato alle squadre che finalmente era il momento di passarli in diretta”. Ha raccontato col sorriso sornione l’erede di Charlie Withing.

COME METTERE IL MICROFONO AD ARBITRI E ALLENATORI

Michael Masi (direttore di gara, nonchè responsabile della sicurezza e della regolarità delle vetture) l’ha chiarito sin da subito. Di messaggi radio direttamente inviati da Toto Wolff di solito non ne riceve molti, anzi. Perché c’era già qualcuno pronto a sospettare una linea rossa perennemente attiva tra Mercedes e stanza del race control. Come se lo squadrone anglo tedesco potesse condizionare le decisioni “disciplinari”.

Messaggi Radio Gara
Credits: F1.com

Niente di tutto questo, ha precisato Masi. La comunicazione tra squadre (tutte) e “arbitri” è continua, per radio o via e-mail, ma poche volte coinvolge i Team Principal. E, a dire il vero, è anche molto corretta e precisa. Niente proteste maleducate insomma, ma un dialogo molto mirato anche se non privo di incisività.

E SE SUCCEDESSE IL PATATRAC?

Però a questo punto si diventa tutti molto curiosi. E quando Mazepin non si leverà di mezzo? E se succedesse uno sventurato contatto tra un doppiato e il capo fila, tipo Senna con Schlesser a Monza ’88 o Schumacher con Coulthard a Spa ’98? Ce lo farebbero sentire, quel messaggio radio, oppure no? Perché un conto è ascoltare le garbate osservazioni di Toto, un conto farsi sfondare i timpani dagli urlacci e dai beep tipici di una fase di gara un po’ più accesa. Nell’attesa che al tranquillissimo Masi facciano perdere un po’ la pazienza non ci resta che aspettare. Magari già tra dieci giorni a Montecarlo, circuito fatto apposta per imprevisti e incomprensioni, la regia dovrà selezionare bene i messaggi radio da mandare in onda. Però, che bella idea hai avuto, caro Michael…

David Bianucci

Mi chiamo David Bianucci, nato a Prato ma trasferito per amore e lavoro sui colli Euganei in provincia di Padova. Sono uno sportivo a livelli di fanatismo, ho praticato la pallanuoto per vent'anni e ora faccio i campionati di nuoto Master. Ma le sensazioni più forti me le ha sempre regalate la Formula 1, sin da quando a nove anni ho visto il Gran Premio di San Marino del 1981. Sono seguite sveglie notturne per vedere i gran premi asiatici, autentiche fortune spese in riviste specializzate, giornate tra le frasche del Mugello per guardare girare di nascosto Michael Schumacher. Essere diventato nel frattempo Ingegnere Meccanico non ha migliorato la cosa... Scrivo perchè non posso fare niente per evitarlo.

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