DichiarazioniFormula 2

Hubert, nessun errore umano nell’incidente

Il referto della FIA scagiona i piloti coinvolti nel terribile episodio di Spa-Francorchamps

La FIA chiarisce le dinamiche del drammatico incidente avvenuto il 31 agosto 2019 a Spa in Belgio. A seguito dell’episodio Anthoine Hubert, pilota francese del Team Arden, ha perso la vita a causa delle ferite riportate

Durante il secondo giro della feature race di Spa-Francorchamps, valida per il campionato di Formula 2, un terribile incidente ha portato alla dipartita del ventiduenne francese Anthoine Hubert. L’episodio, originato da una perdita di controllo della vettura di Giuliano Alesi, è avvenuto tra le curve 3 e 4. Sono stati coinvolti nell’accaduto anche Ralph Boschung e Juan Manuel Correa, quest’ultimo subendo lesioni ad entrambe le gambe nell’impatto con la monoposto di Hubert.

LE DINAMICHE DELL’INCIDENTE

Come si legge nella ricostruzione della Federazione, una perdita di pressione interna nello pneumatico posteriore destra ha contribuito alla perdita di controllo della Trident di Alesi. Per evitare i detriti sparsi sul tracciato, Boschung che Hubert sono entrati nella via di fuga, con il francese che non ha potuto evitare il contatto con la monoposto dello svizzero. Juan Manuel Correa, transitando sul luogo dell’accaduto circa 1,5 secondi dopo l’esposizione delle bandiere gialle, ha invece colpito gli stessi detriti.

L’impatto ha danneggiato l’ala anteriore e la sospensione destra della monoposto. La vettura del pilota ecuadoregno ha repentinamente cambiato direzione, entrando nell’area di fuga in curva 4. La traiettoria della Sauber di Correa ha portato allo scontro con la Arden di Hubert dopo 1,6 secondi. La macchina numero #12 (Correa) ha colpito il fianco sinistro della monoposto numero #19 (Hubert) con un angolo di 86 gradi ad una velocità di 218 km/h. I due piloti hanno subito forze risultanti per rispettivamente 65,1G e 81,8G. La durata totale dell’incidente, secondo la FIA, è stata di 14,6 secondi.

LE CONCLUSIONI DELLA FIA

La FIA continua il rapporto con i risultati dell’indagine interna. Secondo l’organo governativo del motorsport: “Una catena di eventi ha portato ad una serie complessa di collisioni che coinvolgono quattro piloti. L’ultima collisione è stata un impatto a “T” tra le vetture di Juan Manuel Correa e Anthoine Hubert. Le dinamiche dello scontro hanno fatto sì che l’energia trasferita da una vettura all’altra si traducesse in traumi letali per Anthoine Hubert mentre Juan Manuel Correa ha riportato invece gravi traumi”.

“Non c’è stata una causa specifica ma molteplici fattori che hanno aumentato la pericolosità dell’evento. Tali fattori sono stati identificati attraverso un’attenta analisi delle diverse fasi dell’accaduto. Dalle analisi non sono state trovate prove di violazioni del regime di bandiere gialle da parte dei piloti coinvolti. Le tempistiche delle reazioni dei Marshall e della Direzione Gara durante l’incidente sono da considerarsi adeguate”.

L’INCIDENTE DI HUBERT COME MONITO

La Formula 1 ed il motorsport in generale hanno fatto grandi passi avanti negli anni in termini di sicurezza. Nonostante ciò, incidenti come quello di Anthoine Hubert dimostrano purtroppo quanto molte volte essa non basti, come evidenziato a conclusione del comunicato. Secondo la Federazione: “Lo sviluppo degli standard di sicurezza è un processo continuo. Incidenti come questo ed altri simili accaduti in tutto il mondo verranno integrati nello studio della FIA per migliorare la sicurezza nel motorsport”.

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Matteo Tambone

Mi chiamo Matteo, sono uno studente di Laurea Triennale in Fisica presso l'Università Federico II di Napoli. Velista e windsurfer, mi piace considerarmi uno sportivo a tempo pieno. Appassionato di Motorsport in tutte le sue forme, seguo la Formula 1 da sempre ed è uno dei miei argomenti di discussione preferiti.

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