DichiarazioniFormula 1Gran Premio Australia

Hamilton non si sbilancia

Nonostante le indicazioni dei test suggeriscano una Mercedes in netto vantaggio, il campione inglese non vuole darsi per favorito in vista dell’apertura del mondiale

I dati parlano di una W11 netta favorita per la vittoria di Melbourne, ma Hamilton bolla le previsioni come sterili battaglie psicologiche

Stavolta la Mercedes non ha giocato a nascondino nei test pre-stagionali. A differenza delle prove del 2019, dove le Frecce d’Argento avevano nascosto il rispettivo potenziale, depistando gli indizi (con la famosa frase di Wolff: “La Ferrari ci è avanti di mezzo secondo”), quest’anno la corazzata anglo tedesca ha giocato a carte scoperte. 903 il totale dei giri messi a referto da Hamilton e Bottas, con il finlandese risultato il migliore nella graduatoria combinata dei tempi. Unica pecca, alcuni problemi di affidabilità sorti sui propulsori tedeschi, che hanno condizionato sia il lavoro sulla W11 che quello sulla Williams. Ma, in termini di performance, non sembrano esserci dubbi nel designare la Mercedes come chiara favorita in vista della nuova stagione.

NO PRONOSTICI

Eppure Hamilton non vuole sentir parlare di pronostici. “Non mi interessa quanto riportano i media – rimarca l’inglese a SkySports UK Nei test ci focalizziamo solo sul nostro lavoro, senza badare alle previsioni della stampa. Sono qui in F1 da abbastanza tempo per sapere che in diversi hanno l’interesse ad abbassare le aspettative sulle rispettive performance, in modo che alla prima gara faranno senz’altro meglio delle previsioni. Ma sono battaglie psicologiche sterili, nelle quali non voglio entrare. Davvero, a me non fa alcuna differenza”.

W11 SUL PIEDE DI GUERRA

Eppure, le indicazioni dei test suggeriscono una W11 davanti ai rivali, e andando verso l’Australia ci sono anche i favori del pronostico, almeno per le qualifiche. Se è vero che nel 2017 e 2018 la Mercedes ha mancato l’appuntamento con la vittoria downunder, in qualifica Hamilton non ha mai fallito la pole ad Albert Park da quando è cominciata l’era ibrida. E ci sono tutti gli elementi perché il trend positivo prosegua nell’edizione 2020. 

Pubblicità

Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button