DichiarazioniFormula 1Gran Premio Bahrain

Grosjean racconta l’incidente: “Ho visto la morte”

Il pilota francese racconta quanto accaduto dopo lo schianto, affermando di aver visto la morte in faccia, ma che Jules Bianchi non lo avrebbe voluto con lui

Romain Grosjean parla del suo incidente, dei momenti vissuti tra le fiamme, di aver quasi incontrato la morte, di Jules Bianchi e di Niki Lauda

Due giorni dopo il terribile incidente al GP Bahrain, dal quale fortunatamente è uscito illeso seppur con ustioni alle mani e qualche ferita, Romain Grosjean dal letto dell’ospedale dove è ricoverato da domenica sera, racconta quanto accaduto in quegli infernali minuti e come sia riuscito a trovare la forza per uscire dall’abitacolo e scampare al pericolo.

Nel corso della sua prima intervista che ha concesso dopo l’incidente, il francese ha trasmesso la sua grande voglia di vivere. Inoltre spiega che evidentemente “non era ancora la sua ora” e perché Jules Bianchi ancora non lo voleva con lui nell’aldilà. Il pilota della Haas inoltre racconta dettagliatamente ogni momento vissuto, dalla presenza delle fiamme, al ricordo dell’incidente capitato a Niki Lauda al Nürburgring nel 1976 che l’ha spinto a uscire da quella situazione il più presto possibile per evitare di finire allo stesso modo.

“Senza l’halo, non sarei qui. Credo che Jules Bianchi non mi vorrebbe lì. Ho visto la mia visiera diventare arancione, le fiamme tutto attorno, allora mi venne in mente l’incidente di Niki Lauda, non volevo finire così. Dovevo uscire da lì per i miei figli,” ha così commentato Grosjean alla rete televisiva francese TF1.

ROMAIN: “HO AVUTO PAURA PER I MIEI FIGLI E PER I MIEI GENITORI”

In un primo momento, Romain Grosjean credeva che si fosse rotto il piede, ma nei primi accertamenti dopo l’incidente è stato rilevato solo una piccola distorsione. Inoltre, assicura sono stati i suoi figli ad avergli dato la forza per tentare di uscire dall’abitacolo, e rivela di aver avuto paura anche per i suoi genitori.

“Alla fine, mi sono bruciato le mani e ho una bella distorsione, ma ho pensato di essermi rotto il piede. Ho avuto molta paura per la mia famiglia, per i miei figli in primo luogo, e anche per mio padre e mia madre. Non ho avuto molta paura per me. Credo che dovrò lavorare a livello psicologico in quanto vidi la morte arrivare, non avevo altra scelta se non quella di uscire da lì”, ha così aggiunto.

“È stata una combinazione di circostanze che mi hanno spinto verso la direzione giusta. Non mi lamento. Non era il mio momento. Sto molto bene considerando la gravità dell’incidente, indipendentemente da queste mani alla Topolino. L’aspetto è scioccante, ma è solo superficiale, riesco a muovere tutte le dita,” ha così commentato il francese, affermando di non sentire dolore alle mani nonostante le ustioni di secondo grado.

IL PILOTA HAAS: “VOGLIO TORNARE PRESTO IN MACCHINA”

Poi ricordando per filo e per segno ogni fase dell’incidente: “Non ho perso conoscenza. Per potermi alzare dal sedile, sono riuscito a slacciarmi le cinture di sicurezza. Il volante non c’era più, probabilmente è volato via nell’impatto. Credo che neanche a Hollywood siano in grado di creare scene simili. Sono rimasto 28 secondi tra le fiamme, ma a me mi sono sembrati molti di più, dato che ho provato a uscire dall’abitacolo per tre volte. Dopo questo incidente, sono molto felice di essere vivo“.

Nonostante l’accaduto, Grosjean afferma di voler tornare presto in macchina, e concludere al meglio la sua carriera in Formula 1, anche se dovesse concludere in ultima posizione al GP di Abu Dhabi: Voglio concludere la mia storia in Formula 1 in modo diverso. Il Romain Grosjean che conoscevo non avrebbe mai detto una cosa simile, ma se dovessi correre ad Abu Dhabi, sarei felice anche di concludere in ventesima posizione. Anche se è difficile per chi è vicino a me, per me è necessario tornare in una macchina di Formula 1, vedere dove sono e se sono ancora in grado di guidare”.

Mio figlio Simon, che ha 5 anni, mi ha detto di essere sicuro che io abbia dei poteri magici, uno scudo d’amore magico che mi ha protetto. Mi ha fatto un disegno. Ho tre figli e credo che in qualche modo questo abbia avuto un ruolo in questa vicenda. Questa per me è come una rinascita. La mia vita sarà per sempre segnata da questo incidente,” ha così aggiunto Grosjean prima di concludere.

Giorgia Meneghetti

Mi chiamo Giorgia, nata nel 1986, e residente a Fermo nelle Marche. Diplomata in Perito del Turismo, e con ottime conoscenze di lingue straniere: Inglese, Francese, Spagnolo. La Formula 1 è una delle mie più grandi passioni, che seguo dal 1998. Grazie ai suoi protagonisti, piloti, monoposto, team ne sono rimasta talmente stregata, tanto da spingermi a scrivere, raccontarla e viverla attivamente, sognando e sperando di poter un giorno incontrarli, e diventarne parte, e magari in un lavoro.

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