DichiarazioniFormula 1Gran Premio Messico

GP Messico, Vettel: “I tratti guidati non ci agevolano”

Il tedesco arriva al quartultimo appuntamento confidando nei lunghi rettilinei dell’Autodromo Hermanos Rodriguez, mentre teme che nel misto la SF90 rimanga svantaggiata

Tante le tematiche affrontate dal quattro volte iridato a Mexico City: non solo Formula 1, ma anche la questione ambientale su cui Hamilton ha recentemente focalizzato l’attenzione

Non è rimasto molto da conquistare per la Ferrari in questo ultimo scampolo di campionato, se non qualche vittoria di tappa da aggiungere alla tripletta Spa-Monza-Singapore. Reduce dal secondo posto a Suzuka, Sebastian Vettel arriva in Messico confidando nelle condizioni particolari dell’Autodromo Hermanos Rodriguez, che per via della sua collocazione in altitudine – oltre 1000 metri – presenta un’aria più rarefatta. Fattore, questo, che spesso ha scompaginato gli equilibri nelle edizioni recenti: negli ultimi due anni, qui in Messico, mai la Mercedes è riuscita a vincere, mentre la Ferrari è sempre andata discretamente. Tanti i temi affrontati da Vettel nella conferenza del giovedì, alcuni dei quali esulano dalla Formula 1, come le problematiche legate all’inquinamento e al riscaldamento globale di cui è si fatto paladino via social Lewis Hamilton.

LA POLE IN GIAPPONE

“Non ho avuto tempo di godermela, perché avevamo la gara subito dopo. Ma non è che prima ci fosse stato qualcosa di eccessivamente negativo. Certo, alcuni aspetti non erano andati come volevo, ma non c’era tutto questo bisogno della pole. Peccato poi per la gara, perché senza alcune sbavature sarebbe stata una giornata perfetta”.

ASPETTATIVE PER IL MESSICO

“Noi favoriti? Non saprei. Sulla carta, vedi tanti rettilinei qui e ti viene da pensare che la SF90 sia avvantaggiata. In realtà, c’è anche una ricca sezione guidata e certe tipologie di curva presenti qui non sorridono troppo alle caratteristiche della nostra vettura”.

LE PROBLEMATICHE AMBIENTALI

“Non sono al corrente di ciò che posta Lewis sui social: non lo seguo e non sono particolarmente attivo su queste piattaforme… Chiaramente, è da ignorante non interessarsi a certe problematiche. Dal canto nostro è difficile esserne coinvolti attivamente, dal momento che siamo sempre in viaggio. Però credo che la Formula 1 dovrebbe fare di più, essendo una piattaforma globale. Dovremmo mandare un messaggio più forte riguardo a questo argomento. Ognuno da parte sua deve fare qualcosa, dare un piccolo contributo che possa sortire grandi effetti. Ed è meglio farlo prima che dopo”.

SET UP PER IL MESSICO

“Qui l’aria è più rarefatta, di conseguenza cercheremo di mettere tutto il carico aerodinamico possibile sulla macchina. La sfida è trovare il maggior grip e il modo di far lavorare le gomme nella giusta finestra. Bisogna ricavarne il meglio sia nell’ambito di un giro secco che sulla lunga distanza del GP”.

MESSICO PER ALTRI 3 ANNI

“È sempre bello venire in un Paese dove la passione si percepisce in modo evidente. Purtroppo non c’ero nel 1990 quando la Ferrari vinse qui e posso solo immaginare la reazione dei fan… Dal 2015, qui vedo le tribune gremite, e non è così in tutti i circuiti dove andiamo”.

 

 

 

 

 

Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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