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GP F1 70, Hamilton si inchina a Verstappen (e alle gomme)

Secondo posto per il pilota inglese, che ha patito problemi di blistering, come il suo compagno di team

Di miracolo, nella doppia trasferta di Silverstone, ce n’è stato uno solo

Quello di sette giorni fa, quando il tempismo con cui l’anteriore sinistra era finita k.o. era stato, se così si può dire, perfetto, consentendo a Lewis Hamilton di preservare la leadership. Ma, in una situazione così al limite sul fronte delle gomme, era chiaro che la rivincita di questo fine settimana avrebbe regalato un verdetto diverso. La Pirelli ha portato gomme dal compound di uno step più soffice, complicando i piani della Mercedes – imprendibile in qualifica, ma costretta ad affrontare la lunga distanza della gara in modo accorto – e agevolando la Red Bull. Pronta, come da copione, ad approfittare dei guai della regina con un Max Verstappen in gran spolvero.

Vittoria dunque per l’olandese in casa del nemico, in quella che nell’era ibrida (con l’eccezione del 2018) era sempre stata la pista feudo di Hamilton. Per Lewis, come per Bottas, si sono materializzati i problemi di usura già ampiamente preventivati alla vigilia. Così, Verstappen ha giocato come al gatto col topo. La casa di Stoccarda ha tentato l’impossibile con Hamilton, concedendogli una strategia rivelatasi, a posteriori, vantaggiosa rispetto a quella adottata con Valtteri. Mentre il finlandese ha corso un secondo stint relativamente breve, il britannico è rimasto in pista con coperture medie (banda bianca) fino al giro 42. Sulla carta, Lewis avrebbe dovuto completare l’ultimo stint, di soli dieci giri, realizzando tempi da qualifica. Una missione che è rimasta solo nei piani degli strateghi Mercedes, perché in quei dieci giri, il treno di nuove medie montate dall’inglese è comunque finito usurato (le immagini del dopo-gara erano eloquenti).

HAMILTON SI INCHINA A MAX

Non una strategia da condannare, in ogni caso. Hamilton si è infatti sbarazzato velocemente di Leclerc, quarto, e ha pure potuto fagocitare un Bottas in crisi, prendendosi una seconda posizione che non sembrava così agevolmente alla sua portata, senza la strategia favorevole. Non è abbastanza, però, per rendere soddisfatto il re di casa: “Direi che è stato un po’ uno shock scoprire il nostro rendimento oggi. Ci aspettavamo dei problemi, dopo la scorsa gara, ma sulle gomme anteriori. Invece l’usura maggiore ha coinvolto le posteriori. Molto strano… Le sensazioni inizialmente erano buone, poi siamo incappati in grossi problemi legati al consumo degli pneumatici”.

“Il secondo stint è stato lungo, e a un certo punto abbiamo pensato di terminare la corsa su quel treno di gomme, senza fermarci per il secondo stop (come Leclerc, n.d.r.). Ma sarebbe stato un rischio troppo grande: e se una gomma fosse esplosa? Diciamo che la scorsa gara è servita da lezione. Prendendosi dei rischi, una foratura sarebbe stata molto facile. E a quel punto ti scordi anche il secondo posto…”

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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