Analisi della redazioneFormula 1Gran Premio Portogallo

GP del Portogallo: un soporifero naturale

Il primo weekend nella penisola iberica, il più sonnolento, si è appena concluso, portando con sé una pole inaspettata e una vittoria prevedibile

Il GP del Portogallo, soporifero e poco avvincente, mette in luce ancora una volta la battaglia tra Red Bull e Mercedes

Se pensavate che il caffè post pranzo domenicale vi abbia risvegliato, ci ha pensato il Gran premio a farvi addormentare dopo l’abbuffata. Il GP del Portogallo ha funzionato come soporifero naturale, addirittura meglio della camomilla o della melatonina. Forse date le recenti abrogazioni sulle restrizioni non vedevano l’ora di fare qualche aperitivo. Iniziamo dalla partenza.

Pole di Bottas, rubata per pochi centesimi al suo compagno di squadra, per il quale sarebbe stata la centesima in carriera. Guarda caso questo episodio coincide con l’esordio ai microfoni di Sky Sport di Nico Rosberg, coincidenze? Staremo a vedere. Tutto regolare nella partenza del finlandese, chi invece sembra partire in blackout, come i social questo weekend, è sicuramente super Max, che diversamente da come accaduto a Imola, impiega qualche secondo in più nel superare Sir Hamilton, che partiva dalla seconda posizione. D’altronde erano giorni che Verstappen sentiva che la vettura non andava, forse stava arrivando quel periodo del mese.

Reminiscenze del 1915 subito dopo i primi tre, in cui vediamo l’inglese Norris battagliare con il francese Ocon e la Ferrari di Sainz sfrecciare via sull’austriaca Red Bull di Sergio Perez. Dal secondo giro sventola bandiera gialla a ritmo di Pettenati dopo un contatto tra le due Alfa Romeo, anche se la regia in un primo momento non inquadra la monoposto di Kimi Raikkonen. Infatti sembra che i meccanici abbiano comprato i bulloni direttamente da Bricofer.

NICO ROSBERG E LE MESCOLE, I GRANDI PROTAGONISTI

In difficoltà anche i telecronisti, probabilmente per via dei troppi Pastel de Nata e della corsa super “avvincente”, che interrogavano Nico Rosberg sulle future mosse di Hamilton. Nico, dal canto suo, si è dimostrato esperto del suo rivale, peccato che non fosse in collegamento con Verstappen. Mancavano solo gli estremi della carta di credito di Lewis.

Gli altri protagonisti della gara sono stati gli pneumatici. Si vociferava nel paddock che nel box Alpha Tauri avevano già un set di wet pronte, per replicare degnamente la strategia fallimentare su Gasly a Imola. Tuttavia questo weekend, qualche spia si è infiltrata nel box Ferrari, facendo montare le gialle a Sainz, dopo una partenza con la mescola soft. 

Hamilton, dopo aver sorpassato Verstappen, e successivamente Perez, a cui è seguito un “blue flags?” (no Lewis, è possibile anche ci sia una Red Bull a guidare la gara), si mette tranquillamente in prima posizione, da avere un distacco tale da fare un rewatch completo di Breaking Bad. A questo punto l’olandese, non vedendo più possibilità di vincere, tenta la carta del giro veloce, il quale gli viene cancellato successivamente. Indovinate per cosa? Esattamente. Gli amatissimi track limits.

La gara finisce con un podio che abbiamo visto e rivisto nel 2020, Ham-Ver-Bot, e a guidare la classifica troviamo un’altra volta Hamilton. Quasi non si direbbe che sia passato un anno. Tuttavia però c’è da aggiungerci qualcuno. La Ferrari riesce a salirci in forma liquida, con lo spumante Ferrari, mentre Sainz, probabilmente nostalgico della sua Mallorca, chiude in undicesima posizione, trovandosi già a metà via per arrivare sull’isola.

Maria Sole Caporro

Maria Sole Caporro

Sono Maria Sole, romana e romanista, laureata in lingue e letterature. Sono da sempre appassionata di motori da quando fin dalla tenera età non potevo andare al mare la domenica perché i miei genitori dovevano vedere il GP. Cresciuta a pane e formula 1 con contorno di letteratura, sono qui per coniugare la mia voglia ed esigenza di scrivere e la passione per le monoposto.

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