Formula 1Gran Premio Azerbaijan

GP Azerbaijan: Perez, la prima vittoria in Red Bull

Con fuori dai giochi i due contendenti al mondiale. A Baku è l’altra RB16B, quella del messicano, a vincere la gara; seguito da un incredibile Sebastian Vettel e da Pierre Gasly

GP pazzo quello dell’Azerbaijan, con Sergio Perez che si porta a casa la vittoria. Sul podio anche l’Aston Martin di Vettel e l’AlphaTauri di Gasly

Red Bull o Mercedes? Max o Lewis? Chi nel Caucaso riuscirà a prevalere? Erano le domande che ci si poneva prima dell’inizio del fine settimana del GP d’Azerbaijan. Al sabato la sorpresa era stata la Pole della Ferrari di Charles Leclerc. Ma per la gara la vittoria della Rossa era stata messa (quasi da subito) fortemente in dubbio visto il passo gara evidenziato il venerdì. D’altronde il circuito cittadino affacciante sul Mar Caspio offre opportunità di sorpasso specialmente lungo l’infinito rettilineo. Ma le sorprese non si sono fermate al sabato, con Sergio Perez vincitore della gara.

UNA ROSSA AL PALO

A Baku nessuno avrebbe puntato un soldo sulla competitività della Ferrari. La Red Bull di Max Verstappen, leader della classifica, era la super favorita per la partenza dal palo; mentre le Mercedes erano già date per inseguitrici. Il venerdì tale impressione era stata  confermata, se non per la performance messa in pista dalla SF21, più vicina alle due contendenti al titolo che alla McLaren.

Complice (di nuovo) una bandiera rossa, Charles Leclerc è riuscito ad assicurarsi la seconda Pole Position della stagione. Dal sabato azero era uscito vittorioso anche Lewis Hamilton, capace di conquistare la seconda casella della griglia davanti al rivale olandese. Mentre era proprio quest’ultimo il vinto di quel pomeriggio, colui che “doveva” fare la Pole ma che si è poi ritrovato alle spalle della W12 dell’inglese.

LECLERC VA, O FORSE NO?

Alla partenza il monegasco è stato capace di mantenere la prima posizione. Chi alle sue spalle è stato protagonista di una grande partenza è stato Sergio Perez. La gara è cominciata a essere veramente movimentata a partire dal terzo giro, quando la velocità della Mercedes ha portato Hamilton a guadagnarsi la leadership sopravanzando la Ferrari. Con Ocon costretto al ritiro al quarto.

L’effetto scia e il DRS sono stati elementi caratterizzanti del GP (come è di consueto a Baku). Tra la settima e l’ottava tornata Leclerc ha dovuto poi cedere la sua posizione prima a Verstappen e poi a Perez. E sempre intorno all’ottavo si è dato il via alla danza dei pit stop con Norris e Alonso. Il ritmo dei top era intorno l’1.47. Leclerc, non riuscendo a mantenere quel ritmo, si è fermato all’undecimo lap per il suo pit (montando gomma H). 

Al giro successivo quelli di Maranello hanno fermato anche Carlos Sainz, seppure in quel momento mantenesse un ottimo passo gara. La buona gara dello spagnolo è stata rovinata per un lungo, proprio durante l’outlap, causato da una gomma troppo fredda, che lo ha fatto scivolare in quindicesima pozione. 

Uno degli istanti chiave della gara è stato il pit lento della Mercedes del britannico (4.9). La lentezza è costata al sette volte campione la prima pozione della gara a favore di Verstappen, ma anche la seconda a favore di Perez. Ottima la strategia attuata dalla Red Bull con il messicano, ma velocissima la sosta dell’olandese durato appena 1.9. Il GP ha avuto diversi momenti azioni con diversi piloti protagonisti. Davvero anonimo invece Valtteri Bottas, relegato prima in la decima posizione e crollato alla fine in dodicesima.

GOMME CHE SCOPPIANO

Al trentunesimo giro la gara è stata segnata dal forte impatto contro le barriere di Lance Stroll, che in quel momento si trovava in una splendida quarta pozione (seppur dovesse fare anche la sua sosta). L’urto, causato da una un cedimento della posteriore sinistra, ha inevitabilmente portato all’uscita in pista della Safety Car.

Nessuna possibilità per le vetture di fare una sosta sfruttando la situazione a causa della chiusura della Pit Lane. Questo almeno fino al trentaquattresimo giro. Alla ripresa del GP (alla fine della tornata successiva) Leclerc, bloccato dall’AlphaTauri di Pierre Gasly in curva 1, non ha potuto rispondere al sorpasso effettuato ai suoi danni da Sebastian Vettel.

Cinque giri separavano Max Verstappen dalla vittoria, dall’allungare il classifica nei confronti di Hamilton. Ma ecco l’esplosione della posteriore sinistra (proprio come a Stroll) pure per il classe ’97 e il crash contro le barriere. Tutti i conti e le carte si sono così rimescolate improvvisamente. L’incidente, avvenuto sul rettilineo principale, ha portato i commissari a esporre la barriera rossa a meno di tre giri dalla fine.

ESITI INATTESI

La bandiera rossa sembrava segnare la fine del GP, invece no. Una lunga pausa per decidere, una volta decretata la ripartenza, tra la partenza da fermo o dietro la Safety Car. Standing Start? Standing Start! Due giri, solo due giri a disposizione dei piloti fino alla bandiera a scacchi. Alla ripartenza clamoroso il bloccaggio di Lewis Hamilton, che ha perso così la possibilità di guadagnare punti sull’olandese finendo quindicesimo. Proprio colui che pochi istanti prima aveva detti ai suoi “non è una sprint, è una maratona”.

Tensione finale tra Gasly, Leclerc e Norris in lotta per la terza posizione; tra sorpassi, contro sorpassi e tentativi di sorpasso. Un podio incredibile quello dell’Azerbaijan con Sergio Perez vincitore del GP, seguito da un incredibile Sebastian Vettel e dal francese a bordo sull’AlphaTauri.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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