DichiarazioniFormula 1

Formula 1: una stagione a porte chiuse?

A causa dell’emergenza provocata dal Coronavirus, si prospetta la possibilità di un 2020 lontano dagli appassionati

Dato per certo che quest’anno (se ci sarà) avremo a che fare con un calendario del tutto stravolto, sembra sempre più probabile che la stagione 2020 si terrà a porte chiuse, senza il prezioso sostegno dei fan. Ma cosa significherebbe a livello organizzativo?

Il Covid-19 sta condizionando la nostra intera esistenza, e la Formula 1 non è stata certo risparmiata. Per questo motivo, si sta cercando di capire come procedere in totale sicurezza ma anche negli interessi di chi si vede messo alle strette da importanti incombenze economiche. Per far fronte a molteplici necessità, la Classe Regina avrebbe così in programma di dare il via alla stagione con gare a porte chiuse. Cosa significa?
Prima dell’inizio del Mondiale e dell’aggravarsi delle condizioni sanitarie internazionali, già qualche circuito previsto in programma si organizzava per ospitare piloti e scuderie senza consentire l’accesso ai fan, come deciso dal Bahrain.  Ma quello è stato solo l’inizio di numerosi dietrofront che hanno poi portato alla cancellazione ufficiale dei primi nove eventi del calendario; uno per uno, come un effetto domino.

Insomma, abbiamo sentito tantissime volte l’espressione “a porte chiuse”, e non solo in Formula 1. Prima che il Governo italiano imponesse la quarantena sull’intero territorio nazionale, diverse partite di calcio sono state disputate senza la presenza del pubblico. Ma nel Circus più glamour del mondo cosa comporta tutto questo? 

NESSUN INVITATO SARA’ AMMESSO”

Quello cui potremmo trovarci  ad assistere nei prossimi mesi è ben spiegato nella lettera che l’Associazione Internazionale delle Squadre di Corse su Pista, IRTA, ha inviato giovedì ai Team di MotoGP. “Solo il personale indispensabile può partecipare. Questo, oltre ai fan, lascia automaticamente fuori dal paddock tutti gli impiegati dell’ospitalità, gli stessi ospiti, gli addetti stampa e tutti i media” – ha affermato Mike Trimby, Presidente dell’IRTA.
Un’opzione che Dorna sta prendendo in considerazione è la possibilità di tenere alcuni eventi a porte chiuse. Ciò significa che nessun invitato sarà ammesso, nemmeno qualche invitato di una squadra, compresi gli sponsor con pass permanenti” – ha poi precisato Trimby nella lettera.

Si tratterebbe dunque di un difficile e complesso lavoro destinato a limitare al minimo indispensabile la circolazione delle persone coinvolte: “Per ottenere l’approvazione del governo per questi eventi, sarebbe necessario indicare ai governi il numero di persone necessarie per organizzare un evento, probabilmente le loro nazionalità e da quale paese vengono. Alleghiamo un questionario che si deve compilare e poi restituire” – ha aggiunto il Presidente dell’IRTA.

LA FORMULA 1 COME LA MOTOGP?

Sebbene Dorna, proprietaria della MotoGP,  debba essere più specifico riguardo al personale che si potrà avere, è possibile immaginare che in Formula 1 si possa seguire lo stesso schema. Zak Brown ha infatti recentemente dichiarato che tutte le gare previste in programma quest’anno potrebbero avere luogo senza pubblico.

Come riporta soymotor.com, anche il settore della dirigenza potrebbe essere escluso dalle gare: “È necessario fare un elenco del personale minimo necessario per ospitare in sicurezza un evento a porte chiuse in Europa. Dato che saranno accettati solo camion da lavoro, non è necessario includere il personale dell’ospitalità. Altri membri del personale che non sono considerati vitali sono quelli delle pubbliche relazioni e i media, forse anche alcuni dirigenti. Molti di loro potrebbero infatti lavorare da casa” –  ha affermato Trimby per concludere.

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Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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