2018Formula 1

Formula 1 | Smedley: “La Williams deve migliorare, ma c’è un buon leader”

Rob Smedley lascerà il team Williams alla fine di questa stagione e ha deciso di dispensare alcuni consigli al team di Grove per il futuro

Il team Williams sta perdendo tutti i suoi uomini più importanti. L’ultimo di questi è Rob Smedley, che ha deciso di lasciare la squadra britannica al termine della stagione. Stando alle ultime indiscrezioni, Smedley in Brasile avrebbe parlato con i vertici della Force India per un suo ipotetico passaggio al team indiano dopo il consueto periodo di gardening.

Nonostante abbia voluto lasciare il team, Smedley ha deciso di descrivere i pregi e i difetti della Williams, asserendo che bisogna migliorare su tutte le aree. Sicuramente questa è stata una delle stagioni più negative della storia del team, ultima nella classifica costruttori con entrambi i piloti che hanno concluso pochissime gare in zona punti. Il motivo? Monoposto non all’altezza e piloti acerbi, con poca esperienza.

Smedley:

L’attuale responsabile di pista della Williams dichiara che sono necessari degli investimenti finalizzati a migliorare tutti i settori per tornare ad essere competitivi. Il fatto che la Williams accusi due/tre secondi di distacco dalle altre monoposto denota come vi siano carenze non circoscritte ad una sola area, bensì a tutto il progetto.

“Non c’è mai una formula magica. Non si può mai smettere di imparare e migliorare in tutti i settori. Penso che sarebbe un errore indicarne uno solo e catalogarlo come l’unico problema su cui focalizzarsi, come per tutto ciò che non funziona bene come dovrebbe, o con la stessa efficienza che dovrebbe avere. In qualsiasi azienda, in qualsiasi organizzazione, non è mai solo una cosa ad essere fonte di problemi”.

Rob Smedley, però, sottolinea la presenza di una grande leader all’interno del team: Cleare Williams, secondo lui, è la figura ideale per creare un piano atto a risollevare le sorti del team. Questo, però, si potrà attuare solo dopo avere esaminato tutte le aree dell’intera scuderia.

“Hanno una forte leadership e Claire ne è la responsabile. Penso che a quel livello abbiano bisogno di un piano di recupero, che deve estendersi a tutte le aree del business. Deve essere tecnico, ma deve anche incidere sull’intera struttura di supporto dell’impresa. Ci sono aree che necessitano di modernizzazione, aree che richiedono cambiamento e altre che devono essere riconosciute come solide rispetto ad altre squadre di Formula 1, ma non sono altrimenti supportate”.

Il responsabile di pista riconosce che tale “risalita” non può essere immediata. Soltanto con il duro lavoro e col passare del tempo si capirà se la Williams potrà tornare tra i top team oppure no.

“È un lungo cammino, ma c’è un gruppo di talento. Ci sono alcuni tecnici molto buoni, alcuni ingegneri altrettanto efficienti e un buon team di gestione. Il trucco è che ora devono riunirsi e iniziare a lavorare in una sola direzione”.

Smedley:

Il team Williams, al momento, ha di certo soltanto il nome di uno dei due piloti titolari, quello di George Russell. Il secondo nome verrà svelato a breve e, stando alle ultime indiscrezioni, dovrebbe trattarsi di Robert Kubica. Se così fosse, la Williams partirebbe da una base costituita da due ottimi piloti.

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Nicoletta Floris

Studentessa di economia appassionata al mondo del motorsport (specialmente Formula 1 e MotoGP). Blogger della pagina Instagram laragazzadelmotorsport.

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