2016Curiosità dalla F1

Formula 1 | Ross Brawn e la Ferrari ricordano Michael Schumacher

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Sette titoli mondiali, 308 GP disputati, 91 vittorie, 155 podi, 68 pole position e 77 giri veloci.
Questo è, in breve, Michael Schumacher, il pilota più vincente di tutto il Circus della Formula 1.
Si è ritirato definitivamente nel 2012 in seguito al triennio in Mercedes, ed il 29 dicembre dell’anno successivo gli è capitato quel maledetto incidente sulla pista da sci di Meribel.

Dopo anni passati ad oltre 300 chilometri all’ora nell’abitacolo angusto di una monoposto, ancora oggi sta lottando per vincere la sua sfida più importante. Quella di ritornare ad una vita normale.
Ed a proposito di questa disgrazia, recentemente sono emersi dei rapporti riguardanti l’ammontare dei costi delle sue spese riabilitative: il totale ha raggiunto quota 16,3 milioni di Euro, stimandone 134mila da utilizzare settimanalmente grazie ad un equipe di quindici medici sempre a disposizione.

Ma la sua eredità è ancora nell’aria del grande Circo della Velocità. Parola di Ross Brawn, responsabile tecnico che ha seguito il tedesco in tre diverse ere, dalla Benetton degli anni ’90, al periodo d’oro della Ferrari 2000 all’ultima avventura in Mercedes.
Secondo il britannico, infatti, quello che Schumi è riuscito a trasmettere prima nella scuderia dal Cavallino Rampante e poi in quella delle Frecce d’Argento è stato di vitale importanza per il successo di entrambi i reparti corse.

“Il carattere di Michael è stato la chiave delle innumerevoli vittorie prima in Ferrari e poi in Mercedes: l’energia positiva con la quale contagiava ogni singolo membro del team, la sua saggezza e la maturità che portava in pista… Grazie alla sua esperienza, non aveva importanza se era seduto con gli aerodinamici oppure con gli specialisti addetti al telaio o alle gomme, perchè sapeva spiegare per filo e per segno quello che aveva bisogno per stare là davanti. Per questo motivo ha sicuramente contribuito all’organizzazione della scuderia Mercedes che tutt’oggi domina in Formula 1, mantenendo lo stesso approccio che ha utilizzato qualche anno prima a Maranello”.

Schumacher, quindi, non è stato solo un grandissimo pilota, ma anche un grande motivatore: era sempre così determinato nella ricerca della vittoria, tanto da trascinare con sé tutti quelli che aveva attorno. Non si poteva lasciare nulla al caso, ognuno di noi doveva dare il massimo per garantirgli le condizioni migliori al fine di raggiungere il suo obiettivo: vincere”.

Ciò che mi dispiace è quello che è accaduto tre anni fa: a soffrire dell’incidente non è stato solo Michael, ma tutta la sua famiglia. Ma grazie alla forza della moglie Corinna, lo spirito competitivo del Kaiser sta continuando a vivere attraverso i successi del figlio Mick nelle corse e della figlia Gina-Maria con i cavalli”.

Saranno passati anche tre anni, ma lo spirito di Michael Schumacher è ancora molto forte nel cuore di tutti gli appassionati. Della Ferrari in primis, che proprio in occasione di questo anniversario ha postato sul proprio account ufficiale Twitter un ricordo in onore dell’epta-Campione del Mondo.
Tre anni dopo, siamo ancora con te Michael”. #KeepFightingMichael

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Giulio Scrinzi

Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? "Keep fighting".

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