20172018Curiosità dalla F1

Formula 1 | Il ritorno del vecchio logo del Cavallino Rampante

In questi giorni sui canali social ufficiali del Cavallino Rampante si è ritornati al logo del cavallino all’interno dello scudetto, invece del rettangolo raffigurato su tutti i veicoli di serie. Un ritorno al passato per aspirare nuovamente a vincere?

Topics

La Ferrari non è solo una parte fondamentale della storia della Formula 1, ma è anche una prestigiosa icona di stile del made in Italy. Un’icona conosciuta e acclamata in tutto il modo, infatti il brand del Cavallino Rampante non solo è uno dei top brand riconosciuti a livello internazionale, ma vale miliardi di euro, secondo la recente quotazione in borsa, effettuata prima a New York e poi a Milano. Simbolo di eterno fascino per ogni appassionato dei motori, possedere una vettura con il suo logo rappresenta grande prestigio.

In questi giorni sui canali social ufficiali del Cavallino Rampante si è ritornati al logo del cavallino all’interno dello scudetto, invece del rettangolo raffigurato su tutti i veicoli di serie. Lo stemma ufficiale delle Ferrari da corsa è quello contenuto all’interno dello scudetto, questo design fu scelto da Enzo Ferrari. Un ritorno al passato per ritornare a vincere? Con queste premesse, sembra quasi doveroso narrare non solo la storia di uno dei brand più importanti del mondo, ma anche un curioso aneddoto che si nasconde dietro la sua nascita ed “ascesa al potere”.

Francesco Baracca, asso dell’aviazione italiana e protagonista della Grande Guerra con il suo biplano regalò al Drake il Cavallino Rampante, che prima di diventare l’affascinante e iconico simbolo delle corse, volava nei cieli con lo stesso Baracca. La visita effettuata dal Conte Enrico Baracca, (nonché padre dell’asso dell’aviazione) alla concessionaria Alfa Romeo di Bologna, gestita all’epoca dal Drake sancì la grande amicizia tra la famiglia Baracca ed Enzo Ferrari. Ma la vera svolta ci fu quando sul Circuito del Savio, la Ferrari ottenne la sua seconda vittoria il 25 maggio 1924.

Tale vittoria venne premiata dalla madre di Francesco Baracca, la Contessa Paolina Baracca di Lugo, che consegnò ad Enzo Ferrari un Cavallino Rampante come quello dipinto sul velivolo del figlio, dicendo tali parole: “Se lo metterà sulle sue macchine le porterà fortuna”. Perciò da allora il Cavallino Rampante divenne il logo ufficiale dell’azienda fondata da Enzo Ferrari, seppur sono state apportate delle modifiche al Cavallino, rispetto alla conformazione donatagli dalla Contessa. Infatti la coda del Cavallino Rampante non era più rivolta verso il basso, bensì verso l’alto e le zampe anteriori vennero rese più aggressive.

Il tutto venne inserito in uno scudetto giallo, colore della città di Modena, su cui apparve il tricolore italiano. Alla Base del Cavallino Rampante vennero riportate le lettere S.F., iniziali di Scuderia Ferrari, anche se tale cavallino divenne marchio di fabbrica con l’Alfa Romeo bimotore di Tazio Nuvolari. Tale vettura venne realizzata completamente a Modena. Successivamente lo scudetto venne però sostituito da un rettangolo con le strisce tricolori sempre presenti. Lo scudetto giallo tornò in seguito sui modelli da competizione, rappresentando ancora oggi il marchio più famoso e vincente nel mondo della Formula 1, vantando nella classe regina del Motorsport ben 16 Mondiali Costruttori e 15 titoli iridati dei Piloti.

Dunque un ritorno al passato che fa sperare e sognare i tifosi del Cavallino Rampante, ancora scottati dalla vittoria del titolo iridato di Lewis Hamilton ai danni di Sebastian Vettel. Il 2018 sarà l’anno giusto per cancellare i dispiaceri avuti nel 2017? Non ci resta che attendere l’inizio del Mondiale, quel 25 marzo sembra così lontano..

Topics
Continua la lettura

Sabrina Aceto

Mi chiamo Sabrina ho 27 anni e sono milanista sfegatata da quando sono nata. Quando meno me l'aspettavo, la Formula 1 mi ha stravolto la vita e grazie a Fernando Alonso e ad Ayrton Senna mi sono innamorata di questo magico sport. Avere due miti come loro è un vero onore ed essere Alonsista è pura magia! Il mio tifare per il pilota, agli occhi di molti mi rende una tifosa atipica, ma come dice il mio cantante preferito Nesli “Cosa diranno non importa, non conta più, perché alla fine ciò che resta sei solo TU!” Ed è vero, ciò che conta veramente sono le emozioni ed i valori che una persona riesce a trasmetterci, ciò che dicono gli altri non ha importanza.

Aspetta! C'è dell'altro!