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Formula 1 | Ricciardo: “Nel 2014 ho portato i sorpassi a un nuovo livello”

Prossimo a lasciare la Red Bull, Ricciardo rievoca la sua miglior stagione, il 2014, ricordando il suo approccio ai sorpassi: “Ho fatto capire che si poteva tentare l’attacco anche da lontano”

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Questo fine settimana ad Abu Dhabi Daniel Ricciardo celebrerà la sua ultima apparizione al volante di una Red Bull. Un rapporto decennale quello tra l’australiano e la squadra anglo austriaca, che lo ha fatto debuttare su Toro Rosso nel 2012 per poi promuoverlo alla casa madre due anni dopo. Proprio il 2014 è la stagione di cui Ricciardo conserva il ricordo migliore, con quelle tre vittorie che rappresentano ad oggi il suo record di trionfi stagionale. A sorpresa, il pilota di Perth fu rapidissimo ad adattarsi al nuovo stile di guida imposto dalle power unit ibride e dal brake by wire, mentre dall’altro lato del box Sebastian Vettel navigava in un mare di difficoltà.

 “(Il 2014) è l’anno a cui guardo come quello più ricco di divertimenti e gioie, ed è stato il più importante per la mia carriera. Ci furono delle vittorie significative, e in Germania ebbi una bella battaglia con Alonso. Ricordo che lui mi fece i complimenti alla fine e significò tantissimo a quel tempo per me. Quell’anno mi ha formato e ha plasmato il mio approccio alle gare. Sento di avere cambiato, nel 2014, il livello dei sorpassi. Prima di me, non in molti tentavano l’attacco da lontano”.ricciardo canada 2014

“Forse l’hanno imparato da me e dal mio modo di gareggiare, ma alla fine anche altri piloti hanno capito che era possibile superare anche in quella maniera. Credo di avere portato i sorpassi ad un nuovo livello. Oggi più piloti sono propensi a tentare un attacco nella maniera in cui lo provo io. Non dico che tutti siano in grado, ma almeno la maggioranza ci prova!”.

Ricciardo ha rievocato il GP da dove tutto è partito, nella sua esperienza con la Red Bull: Australia 2014, la gara di casa. “In qualifica ero con le intermedie su asfalto bagnato. Sono stato coraggioso a fare quella follia. Se ripenso a quella gara, penso sia stata fondamentale. Andai in estasi con la mia performance e da lì ho fatto capire che tipo di pilota sarei diventato. La fiducia in me stesso continuava a crescere quella stagione”.

Quattro anni dopo, arriva l’addio. Oppresso da un team sempre più alle dipendenze di Max Verstappen, Ricciardo si trasferirà alla Renault per godere dello status di numero uno che ritiene competergli. “Non guiderò ai test post-GP di Abu Dhabi (perché la Red Bull gli ha impedito di provare la Renault in configurazione 2018 n.d.r.), quindi tornerò in Europa. Saluterò tutti alla Red Bull e sarò alla festa di Natale. Molti piloti non andrebbero alla festa del team che stanno per lasciare, ma io sento che è la cosa giusta. È un segno di gratitudine verso quelli che hanno lavorato con me in questi anni. Poi incontrerò il mio nuovo team, e in inverno tornerò in Australia per un po’ di riposo”.

 

 

 

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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