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Formula 1 | Qualifiche GP di Giappone 2018, le pagelle

Il Sol Levante è oramai terra di conquista Mercedes. Di Lewis Hamilton che continua a colpire una Ferrari sguarnita, con lo scopo di chiudere i giochi con Sebastian Vettel

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Pagelle qualifiche da Suzuka. Lewis Hamilton e la Mercedes non si fermano più, anche in Giappone si conferma l’ultimo strapotere dei grigi. Un Sol Levante che non sorride da tempo alla Ferrari, un momento di impasse che cela comunque molte ombre per una gara tutta da vivere. Una agonia viste le condizioni di partenza, contro questa corazzata tedesca.

Piloti

Brendon Hartley – 8

Il neozelandese Brendon Hartley compie un piccolo colpaccio al sabato di questa Suzuka. Batte anche il compare Pierre Gasly, dimostra di aver trovato un bel feeling su una delle piste più impegnative. Un giorno di gloria anche per la Honda, non fosse che il sesto classificato di inquadrature ne ha avute ben poche. Un involontario smacco ai padroni di casa, capaci di non fare pasticci, di essere portati in alto da questo pilota che ha fatto il suo meglio. Anche approfittando degli svarioni altrui. Efficace.

Romain Grosjean – 8

Romain Grosjean riaffiora ogni tanto nelle qualifiche mondiali, come qui in Giappone. Esaltato da una Haas che sembra lavorare molto bene, capace di interpretare meglio dello scomodo Magnussen Kevin l’unico tracciato ad otto del calendario. Pur lontani i tempi in Lotus, lì dove pareva aver trovato una marcia accettabile. Tempi pressoché mancati anche in questa stagione, tornati in maniera random, con bassa frequenza, sotto ombre difficili da scacciare. Occorre dare seguito a questo bel parziale piazzamento nel Sol Levante, tanto per dare un senso definitivo ad un sabato così. Consistente.

Kimi Raikkonen – 6

Questo tracciato ha dato belle soddisfazioni al buon Kimi Raikkonen, eppure il passo nel 2018 non è mai stato un granché. Pone una relativa zampata, una pezzetta alla mossa rivelatasi errata della Ferrari in Q3. Bello, sgombro da patemi di classifica, ha portato a casa una quarta piazza che null’altro poteva essere in una qualifica normale. La mente forse è un po’ altrove, stanca di trovarsi con quel piede già fuori, svogliato per una condizione di inferiorità tecnica palese anche in Suzuka. Spento.

Max Verstappen – 9

L’infallibile Max assesta il suo solito colpo del sabato, invischiato in una pista appena bagnaticcia, abilissimo nel piantarsi ad apertura della seconda fila. Verstappen sembra essere in una condizione psicologica migliore, allorquando il team gli ha dato d’ufficio la leadership in squadra. Vola nel suo terreno di conquista preferito, nella condizione in cui forse più adora, con la vettura a serbatoi vuoti, in condizioni precarie d’asfalto. Numeri da campionissimo che attendono semplicemente di trovare la consacrazione iridata. Grande.

Valtteri Bottas – 9

Valtteri ha subito dimenticato il sacrificio di Russia, ha dato paga nell’impareggiabile Snake del primo settore al quasi pentacampione Lewis Hamilton. Attaccato a coprire le spalle, a continuare nel suo lavoro di scudiero infallibile, di macchina da punti per il costruttori. Una pedina tosta, fredda e ben sfruttata dal suo team, un finale di stagione in ripresa decisa rispetto a quello dello scorso anno. È un grande Bottas, rilanciato per accomodarsi nella terza posizione del mondiale, giusto per avvalorare la forza della Mercedes e della W09. Sicuro.

Lewis Hamilton – 10

Piove sul velluto per il capo classifica 2018, come altre volte accaduto in terra giapponese. Sfrutta tutte le magie strategiche dei suoi uomini, sfrutta la sua vettura tornata ad uno stato di forma impressionante. Sfrutta la sua condizione di vantaggio a tutti i livelli, una delle condizioni che con lo stregone alle sue spalle gli permettono di essere irraggiungibile. Sono ottanta le pole, sarà con elevatissima probabilità l’ennesima, comoda vittoria vista la partenza con la gomma gialla. Quella giusta. Implacabile.

Team

Ferrari – 4

La Ferrari conquista una brutta figura nel circuito che in passato ha tanto concesso glorie e risultati, anche ad un Sebastian Vettel colorato di blue. È un crollo verticale, che beffardamente sta assumendo dei connotati di platealità senza possibilità di scampo. Una brutta alba all’orizzonte, grigia come la tinta Mercedes, un incubo conclamato che non può che concedere la quasi definitiva alzata della bandiera bianca. Una deficienza prestazionale improvvisa, che non può trovare un sensato fondamento, una occasione persa di trovare gloria e successo mondiale. Sguarnita.

Red Bull – 8

La Red Bull procede a corrente alternata, tutto a gonfie vele sulla vettura del 3 in cifra doppia, tutto malissimo sull’altra. Urla Daniel Ricciardo, di rabbia e di sconforto per una condizione che lo ha cancellato dalla lotta da tempo. Ridacchia Max Verstappen che convola a nozze con la triade storica di Milton Keynes mettendo le pezze ad una RB14 che di falle ne ha. Lontana sempre al sabato, ricompattata in gara con le migliori due, giusto per questioni di gestione vettura esasperata per chi deve chiudere i giochi, per chi tenta di tenerli aperti. Normale.

Mercedes – 10

La W09 è di fatto la miglior vettura della stagione, visto come sta chiudendo questo anno partito con molti più patemi prestazionali. La Mercedes è il miglior team, capace di sfruttare ben poche frecce al suo arco nel fuori la pista, tutte andate a segno. È dura batterli soprattutto in pista, lì dove il capo dei capi austriaco rende l’altra faccia della sua straordinaria performance da team mate. La strada è in discesa, anche per l’anno venturo, anche perché i miracoli accadono raramente. Vincente.

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Gianluca Langella

Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall'arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996. Un amore incondizionato per la F1, da me definita come "Lo Sport che risveglia i Talenti dell'uomo." Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell'Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

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