2019Formula 1

Formula 1 | Niki Lauda, leggenda delle corse

Nel 1974 approdò alla Ferrari, dove vinse due titoli mondiali. Ripercorriamo la straordinaria carriera di Niki Lauda, pilota che ha scritto la storia della Formula 1

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Oggi la Formula 1 e tutto il mondo dello sport hanno perso uno dei piloti più grandi di sempre. Niki Lauda non era soltanto un pilota, era un simbolo, un’icona amata e ammirata da tutto il mondo della Formula 1. E’ venuto a mancare ieri nella notte tra il 20 ed il 21 maggio, in una clinica di Zurigo. A renderlo noto è stata la famiglia con un messaggio inviato al quotidiano inglese The Sun: “Con profonda tristezza, annunciamo che il nostro amato Niki è morto pacificamente con la sua famiglia lunedì scorso. I suoi risultati unici come atleta e imprenditore sono e rimarranno indimenticabili, come il suo instancabile entusiasmo per l’azione, la sua schiettezza e il suo coraggio. Un modello e un punto di riferimento per tutti noi, era un marito amorevole e premuroso, un padre e nonno lontano dal pubblico, e ci mancherà”.

Ripercorriamo la carriera di Niki Lauda, dagli esordi, all’incidente al Nürburgring, ai tre mondiali vinti (due con la Ferrari e uno con la McLaren), fino agli ultimi anni da Presidente Onorario della Mercedes.

Gli esordi e l’approdo in Ferrari

Niki LaudaNiki Lauda iniziò la sua carriera nel mondo automobilistico partecipando al campionato di Formula VEE, per passare subito dopo alla Formula 3. Nel 1971 passò alla Formula 2, per poi nello stesso anno debuttare anche in Formula 1, nel Gran Premio d’Austria, guidando una March. Due stagioni dopo, nel 1973, iniziò a correre con la BRM, ma fu nel 1974 che approdò alla Ferrari, dove negli anni a seguire avrebbe poi vinto due mondiali.
Niki Lauda già alla prima gara al volante della Rossa conquistò un secondo posto in Argentina. La prima vittoria arrivò poi al Gran Premio di Spagna. L’anno seguente, nel 1975, Lauda ottenne nove pole position e cinque vittorie in gara, e soprattutto vinse il primo mondiale con la Ferrari dopo una stagione dominata.

L’incidente al Nürburgring e la rivalità con James Hunt

Niki Lauda FerrariIl 1976 fu un anno di svolta per Niki Lauda. Da un lato iniziò una delle rivalità più grandi che si siano mai viste in Formula 1. Quella tra Niki Lauda, pilota Ferrari, e James Hunt, pilota McLaren. Dall’altro lato perché fu in quell’anno che avvenne lo spaventoso incidente al Nürburgring. Quel giorno, il 1° agosto 1976, la Ferrari 312 T2 di Niki Lauda perse aderenza sull’asfalto per via della pista bagnata dalla pioggia. La monoposto si incendiò per la fuoriuscita di benzina, e fu il pilota Arturo Merzario ad estrarre Lauda dall’abitacolo. Lauda fu costretto a stare lontano dalle piste per un po’, cosa che permise a James Hunt di recuperare terreno in classifica. Niki Lauda tornò in pista 42 giorni dopo l’incidente, in occasione del Gran Premio d’Italia, dove chiuso quarto. La battaglia con Hunt si protrasse fino all’ultimo Gran Premio, in Giappone. Le condizioni meteo il giorno della gara furono durissime, tanto che Lauda decise di ritirarsi per la troppa pioggia in pista. James Hunt invece terminò la gara, cosa che gli permise di vincere il titolo.

Gli altri due titoli mondiali e gli anni da Presidente Onorario in Mercedes

L’anno dopo, nel 1977, Niki Lauda si prese una rivincita importante nei confronti di James Hunt, vincendo il suo secondo mondiale con la Ferrari. Fu però quello l’ultimo anno in cui Niki Lauda corse per la Rossa.

Il terzo ed ultimo mondiale, Niki Lauda lo vinse poi nel 1984, al volante della McLaren. Si ritirò dalle corse l’anno dopo, nel 1985, dopo tredici anni di carriera in Formula 1.

Recentemente, più precisamente nel 2012, Niki Lauda era stato nominato Presidente Onorario non Esecutivo della Mercedes. E’ stato dunque anche lui artefice della lunga serie di successi che la Mercedes ha messo a segno in questi ultimi anni, vincendo 5 mondiali piloti e costruttori consecutivamente.

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Luca Brambilla

Mi chiamo Luca, ho 20 anni, e sono uno studente universitario. La Formula 1 è da sempre una delle mie più grandi passioni e non mi perdo un weekend di gara dai tempi di Michael Schumacher. Sono tifoso della Ferrari, così come nel calcio sono tifoso dell'Inter, e penso che il tifo sia qualcosa di imprescindibile per appassionarsi davvero ad uno sport. Massima oggettività però ovviamente nel momento in cui scrivo articoli. Una delle mie ambizioni più grandi è quella di diventare giornalista sportivo per poter seguire sempre da vicino la Formula 1 e poter esserne parte io stesso.

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