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Formula 1 | Minardi: “Alonso è ancora il miglior pilota”

Gian Carlo Minardi a tutto tondo: nel corso di un’intervista parla di Alonso, Giovinazzi e dell’introduzione dell’Halo. Con un pizzico di nostalgia per la F1 dei suoi tempi

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Dici Gian Carlo Minardi e subito ti viene in mente un pezzo di storia della Formula 1. L’omonima scuderia è stata presente nel Circus dal 1985 al 2005, lanciando tanti giovani talenti. Gian Carlo, intervistato dal blog Ciarle Sportive, dice la sua sull’attuale F1.

Cosa manca a Minardi della F1 degli anni ’80? “Nel corso degli anni la Formula 1 ha cambiato tanto, quasi tutto. Ci sono stati cambiamenti di regolamento, cambiamenti aerodinamici e non solo. Ma non bisogna guardare indietro, ma bisogna sempre guardare avanti. Bisogna guardare avanti perché la Formula 1 rimane la massima espressione tecnologica del automobilismo e quindi deve progredire. E difficile fare i paragoni delle varie generazioni, ognuna ha avuto i suoi campioni e le sue scuderie vincenti. Non bisogna vivere di ricordi, indubbiamente la storia e il passato sono importanti, come dei punti fissi, perché senza un passato non ci sarebbero un presente ed un futuro. Ma in conclusione credo che non si possano fare dei paragoni”, sostiene l’imprenditore faentino.

Gian Carlo parla anche del tema sicurezza: “Io credo che la FIA faccia bene nel perseguire la ricerca e lo sviluppo per la sicurezza. Questo è un obiettivo che la federazione si è posta fin da quel maledetto primo maggio del ’94, quando ci venne portato via Ayrton. Onestamente non sono in grado di valutare l’Halo. Non so quanto sia vantaggioso averlo, oppure no, nel caso in cui si staccasse un piccolo detrito dalla macchina davanti al pilota in questione, oppure un sasso, o qualsiasi corpo contundente possa entrare in pista. Esteticamente non mi piace molto, ma se questo è il prezzo da pagare per avere vetture più sicure allora ben venga. indubbiamente sarà importante assistere alle prime gare, perché oggi ci sono delle discussioni, anche tra i piloti, in fatto di visibilità. Naturalmente io mi auguro che sia un altro importante passo avanti per la sicurezza dei piloti”.

Altro tema dell’intervista, la mancanza di piloti italiani nella massima formula: “Ci sono altri piloti che hanno corso con noi: Morbidelli, Martini. Giovani talenti che hanno debuttato perché esisteva un team, che io definisco materasso, come la Minardi che purtroppo non c’è più in Italia. Oggi abbiamo la Ferrari che è la nostra mamma e deve sempre ottenere il massimo risultato, perché per loro anche arrivare secondi è una disfatta. Oggi c’è la Toro Rosso, che si corre con licenza italiana, ma è comunque legata alla Red Bull. Quello che davvero manca quindi, per me, è una squadra, come era la Minardi, che permetta ai giovani di debuttare. Io sostengo che Antonio Giovinazzi, se fosse esistita la Minardi, ma anche tanti altri piloti, di cui non faccio nomi per paura di dimenticarne alcuni, avrebbero corso. Giovinazzi sicuramente sarebbe già in Formula 1 da due o anche tre anni”.

Un accenno anche al suo pupillo, Alonso: “Fernando lo rivedo ogni tanto quando giro per il mondo a vedere le gare per rimanere aggiornato e poter rispondere alle vostre domande. Oggi lui è un uomo, mentre io ho lavorato con un ragazzo. Quello che mi sento di dire è che, nonostante i suoi 36 anni, sia ancora il miglior pilota in assoluto della Formula 1“.

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Christian Caramia

Mi chiamo Christian e ho 27 anni, vivo a Martina Franca (Taranto). Appassionato fin da piccolo di Formula 1, da bambino i miei idoli erano Ayrton Senna e Jean Alesi. Sono cresciuto prima con Michael Schumacher e poi con Kimi Raikkonen. Grazie a loro sono qui a scrivere di questo magnifico sport.

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