Gran Premio Australia

Formula 1, Max Mosley shock sull’incidente di Fernando Alonso: «Fernando, 20 anni fa non sarebbe…»

Domenica scorsa si è svolto il Gp d’Australia, gara inaugurale della stagione 2016, vinta dalla Mercedes di Nico Rosberg, davanti a Lewis Hamilton e la Ferrari di Sebastian Vettel. Al di là del risultato dei piloti che sono saliti sul podio, il Gran Premio sarà sicuramente ricordato per lo spettacolare e bruttissimo incidente accaduto nel corso della gara al 17° giro, tra Fernando Alonso e Esteban Gutierrez, con la McLaren dello spagnolo che dopo aver tamponato la Haas del pilota messicano, si è più volta capovolta finendo contro il muro, monoposto distrutta ma fortunatamente Fernando Alonso è uscito illeso dall’abitacolo.

Inevitabilmente, chiunque abbia assistito all’incidente, non abbia pensato a quanto sia stato fortunato, o che qualcuno da lassù abbia in qualche modo protetto Fernando, perché guardando e riguardando le immagini pensiamo che sarebbe stato difficile uscire dalla vettura con le proprie gambe dopo questo tremendo botto.

In ogni caso l’incidente di Alonso, ha nuovamente sottolineato i progressi fatti sul piano della sicurezza in Formula 1 nei giorni nostri, un’evoluzione nata dopo gli incidenti mortali di Imola nel 1994 (dove Ayrton Senna e Roland Ratzenberger persero la vita).

Sull’incidente di Fernando Alonso, ha voluto dire la sua Max Mosley (ex Presidente FIA), colui che ha dato il via a questa evoluzione sulla sicurezza in Formula 1, secondo il quale: «Fernando, non sarebbe sopravvissuto all’impatto 15 o 20 anni fa. Non lo possiamo sapere con certezza senza un’adeguata analisi, ma in generale, questo tipo di incidenti si risolvono con gravi ferite o la morte. Ci sono ancora incidenti strani come quello di Jules Bianchi, e paurosi, dai quali ti aspetti che il pilota esca con le proprie gambe: 20 anni fa non sarebbe accaduto. Tutto ciò è stato possibile grazie a Sid Watkins (ex medico FIA) e a una squadra di gente estremamente competente, nonché grazie alle scuderie. È una grande soddisfazione aver visto Alonso uscire dalla macchina, lavori duramente e sei soddisfatto quando vedi i risultati».

Anche lo stesso Alonso, ha sottolineato i progressi tecnici fatti in Formula 1, nei primi commenti a caldo dopo l’incidente. Uno dei punti sui quali, si sta discutendo è la presenza della ghiaia nelle vie di fuga, che si presume abbia contribuito al capottamento della MP4-31 dell’Asturiano, dopo aver impattato con il muretto. E se lì ci fosse stato l’asfalto? Avrebbe cambiato qualcosa sulla dinamica dell’incidente?

In ogni caso, al di là della modalità dell’impatto, del fatto che ci sia stata o meno la ghiaia, e qualsiasi altro fattore che abbia contribuito ad innescare l’incidente, ciò che ci preme particolarmente a riflettere, pensare, capire, cosa sarebbe successo se ci fosse stato l’Halo (il dispositivo che abbiamo visto nei recenti test svoltosi a Barcellona, e che si pensa di introdurlo sulle monoposto nel 2017) installato sulla MP4-31? Come avrebbe aiutato, protetto il pilota durante tutto l’incidente, lo schianto sulla barriera, il cappottarsi con il pilota che si vede praticamente a testa in giù? E dalla vettura incidentata, come farebbe il pilota ad uscire da lì se c’è questo dispositivo? Alonso avrebbe avuto lo stesso lo spazio per uscire dall’abitacolo?

Per Jenson Button, l’Halo è «una grande idea. Fernando era capovolto quando è atterrato e se avesse avuto l’Halo l’avrebbe aiutato, perché l’impatto sul casco sarebbe stato inferiore. Abbiamo bisogno che venga introdotto ed è la giusta direzione verso la quale andare».  Poi alla domanda se sarebbe uscito da solo, il pilota compagno di squadra di Fernando Alonso ha risposto: «Ovviamente avrebbero ribaltato la macchina i commissari per estrarlo, per cui sarebbe servito un po’ di tempo in più, ma se stava bene non importa».

In questo momento, si stanno analizzando i movimenti del casco dalle telecamere ad alta velocità, poste verso il pilota e capaci di registrare a frequenza elevata ogni spostamento nell’incidente. Pat Symonds, direttore tecnico della Williams, è in attesa di capire se i riscontri della registrazione possano aiutare a capire gli effetti che avrebbe avuto con la presenza dell’Halo.

Giorgia Meneghetti

Mi chiamo Giorgia, nata nel 1986, e residente a Fermo nelle Marche. Diplomata in Perito del Turismo, e con ottime conoscenze di lingue straniere: Inglese, Francese, Spagnolo. La Formula 1 è una delle mie più grandi passioni, che seguo dal 1998. I suoi protagonisti: piloti, monoposto, team mi hanno letteralmente stregata, tanto da spingermi a scrivere, raccontarla e viverla attivamente, sognando e sperando di poter un giorno incontrarli, e diventarne parte, e magari un lavoro.

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