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Formula 1 | Maurizio Arrivabene: “Con la Brexit, qualche ingegnere potrebbe bussare a Maranello”

Gli effetti della Brexit non lasciano felice nessuno, nemmeno Arrivabene. Il team principal Ferrari ha però riconosciuto che, in questo quadro, qualche ingegnere potrebbe bussare alle porte di Maranello…

Come effetto del risultato del referendum del giugno 2016, la Gran Bretagna dovrebbe uscire dall’Unione Europea il 29 marzo del 2019, vale a dire tra circa quattro mesi. È lo scenario posto dalla Brexit, che secondo Maurizio Arrivabene potrebbe avere un impatto anche sul mondo della Formula 1. Ben sette team su 10 della categoria regina, infatti, hanno sede in Gran Bretagna e tra questi, ovviamente, non c’è la Ferrari. Per questo, Arrivabene ha prospettato qualche potenziale vantaggio per Maranello quando e se gli effetti della Brexit diventeranno concreti. Sarà infatti più complessa, dopo la Brexit, la circolazione di materiale tecnico dalla Gran Bretagna a qualsiasi altro Paese europeo, e viceversa.

I team che non hanno sede in UK, attualmente, sono la Ferrari (che ha sede a Maranello), la Toro Rosso (con sede a Faenza) e la Sauber (con sede in Svizzera, a Hinwil): proprio queste scuderie, secondo Arrivabene, potrebbero trovarsi avvantaggiate dalla Brexit. “A dire la verità, non è un grande scenario (quello della Brexit n.d.r.) per il nostro sport – ha analizzato Arrivabene nella conferenza del giovedì ad Abu Dhabi – dunque spero che chi ha competenza in materia trovi una soluzione. Guardando al futuro, è questo che auspico per lo sport in generale. Se poi restringo la visuale alla Ferrari, potremmo trovarci nei prossimi mesi con diversi ingegneri che bussano alla porta di Maranello.

Decisamente più preoccupato Toto Wolff, dal momento che una buona parte del materiale destinato alle sedi di Brixworth e Brackley (entrambe in Gran Bretagna) proviene da Paesi della UE. Il team principal Mercedes ha commentato così: “Abbiamo circa 1800 dipendenti e una parte di loro è cittadina dell’UE. Inoltre importiamo molti prodotti dall’UE e dobbiamo garantirci che non rimangano bloccati alla frontiera. In generale, non sarebbe una situazione molto piacevole”.

“La questione dell’Unione Europea mi sta a cuore – ha continuato Wolff – e spesso ci dimentichiamo perché è nata. Ottant’anni fa è scoppiata una guerra e l’obiettivo dell’Europa è diventato quello di prevenirne altre in futuro. In questi ultimi tempi, i nazionalismi si stanno diffondendo in maniera pericolosa; si rompono delle alleanze e se ne formano di nuove. Non parlo solo per Mercedes, ma tutti dobbiamo tenere bene sott’occhio la situazione” ha concluso il team principal Mercedes.

 

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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