Curiosità dalla F1

Formula 1, Kehm: «Rivedere Michael Schumacher? Dobbiamo avere pazienza e speranza»

È stata inaugurata proprio ieri la mostra organizzata per mano della Deutsche Vermögensberatung, storico partner commerciale di Michael Schumacher, che resterà aperta per i prossimi due anni. Alla presentazione dell’esposizione, che permetterà agli appassionati di ripercorre la carriera del sette volte Campione del Mondo di Formula 1 attraverso una serie di pannelli descrittivi e memorabilie, alcune delle quali mai esposte in pubblico, oltre che la moglie Corinna e i figli di Michael Schumacher, Gina Maria e Mick, non poteva mancare la storica portavoce Sabine Kehm.

Sicuramente si è sentita la mancanza dell’ex ferrarista in una giornata importante come questa dove non ha voluto far mancare il suo affetto alla famiglia del pilota nemmeno Norbert Haug, ex capo della Mercedes Motorsport, che convinse il tedesco a tornare in pista nel 2010 con la scuderia di Brackley. Michael Schumacher, a distanza di oltre due anni sta ancora recuperando dal tremendo incidente sugli sci, lungo le piste di Meribel, dove lo scorso 29 dicembre 2013 è stato autore di una grave caduta che gli ha procurato un trauma cranico. Tenuto in coma farmacologico per quasi sei mesi, Michael Schumacher sta ancora lentamente recuperando presso la propria villa di famiglia a Gland, in Svizzera, dove è stata praticamente allestita una specie di mini-clinica privata dove l’ex pilota di Formula 1 è assistito ventiquattro ore su ventiquattro da un’équipe di 15 specialisti.

Nonostante le informazioni a riguardo del suo attuale stato di salute latitino, la speranza degli appassionati e degli addetti ai lavori è quella di rivedere un giorno il tedesco in forma davanti al pubblico che lo ha osannato: «È in giorni come questi che si sente la mancanza di Michael Schumacher – ha commentato la portavoce dell’ex pilota a termine dell’inaugurazione della mostra- Quello che è successo è una cosa che, purtroppo, non possiamo cambiare. L’unica cosa che possiamo fare è avere pazienza e sperare che un giorno posso tornare in mezzo a noi», ha concluso.

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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