2015Curiosità dalla F1

Formula 1, incidente De Villota: la famiglia prepara azione legale

Dopo quanto è emerso dal rapporto dell’incidente stilato dall’Health and Safety Executive, la famiglia di Maria de Villota avrebbe tutte le intenzioni di intentare un’azione legale contro la Marussia. A differenza di quanto era sempre stato affermato, attraverso il dossier della HSE, sarebbero stati riscontrati alcuni punti oscuri che permetterebbe alla famiglia della pilota scomparsa di portare a processo la Marussia. Proprio in occasione del brutto incidente avvenuto ad inizio luglio 2012, la tester iberica ha perso l’occhio destro e appena un anno dopo è deceduta a causa delle lesioni al cervello provocate dall’impatto contro la sponda del camion durante un test aerodinamico in Inghilterra.

«La settimana scorsa abbiamo ricevuto il rapporto dell’Health and Safety Executive riguardo l’incidente che ha coinvolto Maria il 3 luglio 2012 al Duxford Airfield e la famiglia ritiene che il rapporto contenga informazioni sufficienti per aprire un procedimento giudiziario, con l’obiettivo di scongiurare che accadano altre vicende simili in futuro – si legge sul comunicato redatto dalla famiglia de Villota – Il rapporto mostra che nella giornata del 3 luglio 2012 sono state commesse numerose irregolarità, come la posizione del camion, la posizione della rampa, la mancanza di informazioni logistiche e tecniche, mancanza di alcune misure di sicurezza di base e un briefing con il pilota».

Quello che ne emerge dal documento è che, a differenza di quanto è sempre stato detto, la driver spagnola ha cercato di lottare al volante della Marussia per evitare l’impatto contro la pedana del camion ma tutto è stato invano: «Il rapporto dell’HSE conferma come Marussia non abbia tenuto in considerazione un processo di valutazione dei rischi e nemmeno della sicurezza nel centro di prova di quel giorno, considerando anche la posizione del camion e della rampa aperta. Gli avvocati della famiglia stanno studiando il rapporto ai fini di individuare i prossimi passi che la famiglia desidera fare riguardo quanto successo quel giorno, tra cui un procedimento giudiziario», ha concluso.

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Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora, ho 32 anni e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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