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Formula 1 | GP Messico 2018, Ferrari alle prese con poco carico aerodinamico

Vettel e Raikkonen commentano un venerdì alle prese coi rebus gomme e bilanciamento vettura. Causa l’altitudine, il carico aerodinamico è ridotto e diventa tutto più complicato

Venerdì anomalo quello vissuto sul circuito messicano Hermanos Rodriguez. La tanto vituperata power unit Renault l’ha fatta padrona, piazzando le Red Bull in prima fila virtuale, ma anche la casa ufficiale non ha sfigurato, occupando terza e quarta posizione al mattino e terza e quinta nel pomeriggio. L’unico pilota a inserirsi nel monopolio Renault, spezzandone l’egemonia, è stato Sebastian Vettel, quarto nelle FP2 davanti a Hulkenberg in 1’17″954.

“Mi dà abbastanza fiducia la simulazione gara – ha commentato il tedesco, che probabilmente saluterà le sue chance iridate proprio questo fine settimana, visto che per mantenere aperti i giochi deve assolutamente vincere e sperare in una prestazione disastrosa di Hamilton – ma nella prova del giro secco abbiamo incontrato delle difficoltà. Abbiamo un po’ faticato a sfruttare il potenziale delle gomme e a bilanciare la vettura nel modo giusto”.

La difficoltà deriva dall’altitudine, che rende l’aria più rarefatta, causando problemi di carico. “Non c’è molto carico aerodinamico qui – ha spiegato Vettel – quindi le gomme non lavorano come dovrebbero e diventa tutto maledettamente complicato. Fare un giro costante e veloce è difficile, perché interpretare il comportamento delle gomme in queste condizioni è complicato. Sono convinto che tutti si siano un po’ nascosti oggi, in ogni caso non è fondamentale avere un motore veloce, ma far funzionare bene le gomme. In questo circuito conta soprattutto quello”.

In difficoltà Kimi Raikkonen, che ha chiuso ambedue le sessioni odierne con l’ottavo crono. Il finlandese è comunque in buona compagnia, visto che anche le Mercedes hanno faticato a realizzare buoni tempi. Il vincitore di Austin ha commentato così il venerdì messicano: Questo tracciato è sempre stato complicato, causa il poco downforce. Oggi è stato il classico venerdì, con una pista poco gommata che rendeva facile commettere errori. Abbiamo avuto delle vibrazioni sulla vettura, ma la situazione è un po’ migliorata verso fine turno. Anche se abbiamo migliorato all’ultimo, c’è ancora lavoro da fare e solo domani capiremo i valori in campo”.

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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