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Formula 1 | Ferrari: l’avvicendamento Arrivabene-Binotto apre le porta ad Alonso

Lo spagnolo potrebbe tornare a correre per la Ferrari. Usiamo il condizionale: tutto dipenderà dalla stagione di Vettel

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Non sono passati nemmeno dieci giorni dall’annuncio che in un certo senso ha colto letteralmente di sorpresa i tifosi. L’avvicendamento Arrivabene-Binotto in seno alla Ferrari continua a tenere banco e giorno dopo giorno si colora di indiscrezioni tra le più disparate.

Secondo alcune fonti il recente cambio di direzione della Ferrari aprirebbe una nuova porta per l’ipotetico ritorno a Maranello di Fernando Alonso. Nel caso si rivelasse vera si tratterebbe di un’assoluta rivoluzione visto che, fino a pochi giorni fa, l’unica opzione che l’asturiano potesse tornare in Formula 1 passava dalla McLaren.

Proprio l’allontamento di Arrivabene la promozione di Mattia Binotto al ruolo di Team Principal, riserverebbe allo spagnolo un’alternativa in più.
La Ferrari sta vivendo un momento particolarissimo della sua storia: l’ultimo titolo mondiale piloti risale al 2007 (Raikkonen), quello Costruttori al 2008 (Massa-Raikkonen). In quel di Maranello c’è una voglia sfrenata di tornare a vincere, di tornare a far vedere quanto vale la Ferrari, una forza che soprattutto va ricercata in tutti gli uomini che lavorano per il Cavallino Rampante. La scuderia italiana ha necessità di trionfare a qualsiasi costo, conscia del fatto che in futuro sarà vietato perdere un titolo praticamente vinto come è accaduto nel 2018, per una serie di cause relative alla cattiva gestione del team e agli errori del pilota.

Non è un mistero che Maurizio Arrivabene non nutrisse stima nei confronti di Fernando Alonso. Tra i due apparentemente sembra non esserci mai stata simpatia ma la promozione di Binotto, che con l’asturiano ha lavorato e sa cosa è capace di fare una volta abbassata la visiera, e il potenziale rientro anche di Stefano Domenicali in qualità di AD, potrebbe aver riaperto una porta che fino a prima di Natale sembrava essere chiusa: “Tra i dipartimenti della fabbrica regnava un’atmosfera di tensione e incertezza già nelle ultime settimane, prima delle vacanze di Natale. Il punto di svolta va ricercato nel mancato rinnovo di Arrivabene, che fino al mese di settembre sembrava essere saldamente attaccato alla sua sedia – si leggeva in un articolo uscito nei giorni scorsi proprio sulla Gazzetta dello Sport – L’avventura a Maranello dell’ex Team Principal è durata quattro stagioni in cui la Ferrari ha avuto almeno in due occasioni (2017-2018) una vettura capace di competere nel mondiale con la Mercedes ma, nonostante ciò, incapace di giocarsi il titolo all’ultima gara, come era successe negli anni in qui a Maranello c’erano Stefano Domenicali e Fernando Alonso. Questo deve aver pesato sulla decisione finale sul futuro di Arrivabene“.

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La Ferrari ha già ampiamento annunciato i piloti che correranno per la Rossa nel 2019. Se il compito di Charles Leclerc sarà quello di prendere confidenza con la vettura, non facendosi prendere da pressioni inutili esercitate dalla stampa, per Sebastian Vettel sarà tutto diverso. A differenza degli anni scorsi dovrà vedersela con un compagno meno accomodante di un certo Kimi Raikkonen, che non prova timore riverenziale nei confronti del quattro volte Campione del Mondo di Formula 1 e che, se ne avrà l’occasione, non sprecherà l’opportunità di stargli davanti. Dal canto suo Seb, non dovrà più commettere errori. Se dovessimo ritrovarci davanti a una situazione in stile 2018, non ci saranno scusanti e il Team Principal potrebbe prendere il telefono in mano per chiamare qualche altro pilota e perché no un certo Fernando Alonso. E proprio Mattia Binotto, in Ferrari dal 1995 dove ha ricoperto diversi incarichi di responsabilità, potrebbe diventare il più grande sostenitore di questo ritorno. Proprio l’attuale Team Principal del Cavallino Rampante, durante gli anni in cui Fernando Alonso ha corso per la Rossa, divenne il capo delle operazioni motore nel 2009, fino alla direzione del reparto power unit nel 2014, per volontà di Sergio Marchionne. L’ingegnere italo-svizzero quindi sa esattamente di che cosa è capace Fernando Alonso.

Tenendo conto che il pilota è ufficialmente libero da impegni e nel caso la Ferrari sia una vettura competitiva, non ci penserebbe troppo su a tornare a vestire i colori della Rossa nel 2020 per dare la caccia a quel terzo titolo che non è mai riuscito a conquistare.

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Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora, ho 30 anni e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono una dog-sitter. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso, cosa che mi ha creato non pochi grattacapi. Sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle.

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