Formula 1

Formula 1, Barrichello VS Schumacher: «Un titolo di Michael avrebbe dovuto essere mio»

 

Cinque stagioni in Ferrari, dal 2000 al 2005, un compagno di squadra ingombrante, tante polemiche e un libro di rivelazioni che non è mai uscito. Ruben Barrichello, ufficialmente archiviata la Formula 1, è tornato a sparare a zero su quella che è stata la sua esperienza in Rosso, questa volta reclamando un titolo Mondiale di Michael Schumacher, affermando come il tedesco avrebbe dovuto avere sei titoli e non i sette che si è aggiudicato. Il brasiliano, vincitore del campionato 2014 di Stock Car, ha avuto la sfortuna di correre per la Ferrari proprio nelle stagioni in cui Schumacher ha letteralmente dominato la Formula 1, con i suoi cinque Mondiali a ripetizione.
In quegli anni, Jean Todt, aveva avviato in Ferrari una politica che, col senno di poi, possiamo definire vincente.

La scuderia aveva un indiscusso numero 1, attorno al quale si muoveva l’intero team: «Dei sette titoli di Schumacher, uno avrebbe dovuto essere mio – ha commentato il pilota brasiliano riportando l’esempio di quanto è avvenuto in Austria, nel 2002 – Non avevo alcuna intenzione di farlo passare ma dalla Ferrari mi è arrivata una comunicazione radio che mi ha fatto pensare. Ecco perché ho alzato il pedale del gas».

Il 42enne, che ha il record di pilota con più GP di Formula 1 disputati (320), è stato spesso criticato proprio in Brasile per aver sempre accettato gli ordini di scuderia provenienti dalla Rossa: «Quello non mi interessa, mi infastidisce solo quando in mezzo a questi discorsi ci finisce anche la mia famiglia – ha insistito Barrichello – Oggi sono il Campione in carica della Stock Car, sto facendo quello che mi piace e sto mostrando al Brasile di essere ancora un buon pilota», ha concluso. Chissà se Schumacher si fosse trovato in un’altra posizione, se Barrichello avesse mosso le stesse accuse.

Eleonora Ottonello
@lapisinha

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

Un commento

  1. Ma ancora ha il coraggio di parlare questo inutile cialtrone? Poteva anche non ascoltarli gli ordini di scuderia (vedi Hamilton che si rifiutò di far passare Rosberg l’anno scorso), allora sì che avrebbe dimostrato di avere gli attributi. Troppo comodo sparare a zero ora che con i suoi datori di lavoro non ha nulla a che fare.

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