2019Formula 1

Formula 1 | Ancora problemi anche con Liberty Media

Liberty Media è arrivata in Formula 1 con tante promesse, ma di fatto nulla è cambiato e molti team in difficoltà come la Williams.

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Liberty Media è arrivata in Formula 1 portandosi dietro molte promesse, che purtroppo non si realizzarono, come quello di rinnovare la categoria, cercare un nuovo modello di sostenibilità che dia quella tanto agognata tranquillità all’interno del Circus. Molte cose si sono dette allora, dall’assegnazione di premi maggiori e più equi, fino a cose più fantasiose, come convertire la Formula 1 seguendo modelli di alcuni campionati nordamericani, in cui i team sono allo stesso tempo proprietari della categoria.

Tra un pò sono già tre anni dal cambio di proprietà in Formula 1 e sono poche le modifiche apportate che si possano apprezzare e ovviamente, nessuna novità sostanziale. I problemi continuano ad essere gli stessi di quando c’era Bernie Ecclestone al comando, con i circuiti che chiedono un abbassamento delle tasse, le televisioni perdono telespettatori e chiedono di pagare di meno e i team fanno fatica ad arrivare a fine mese.

Nella storia recente della Formula 1, abbiamo più volte visto sparire team come HRT, Caterham e Manor e nessuno si è interessato più del necessario. Non erano team storici e non fornivano granché alla categoria oltre alla semplice presenza e aumento di veicoli in pista. Gli anni sono passati, ma la storia non cambia e ad oggi ci troviamo altri team, con più storia o con più tifosi, che si trovano sull’orlo della sparizione.

Formula 1 Liberty MediaSauber per molto tempo ha avuto difficoltà a pagare i suoi dipendenti fino al punto di chiedere al suo sponsor di aumentare gli investimenti o di chiudere. Longbow accettò, comprando il pacchetto azionario che gestiva Peter Sauber e quindi del Team Principal Monisha Kaltenborn. Così la Scuderia Svizzera riuscì a salvarsi per un pelo, grazie poi alla partnership stipulata con Alfa Romeo che porta alla modifica del team in Alfa Romeo Racing.

Stessa situazione accaduta in Force India, con l’aggiunta di affari loschi da parte di Vijay Mallya che permise alla Scuderia di nascere, ma allo stesso tempo condannarla, con l’imprenditore indiano persino assalito dalla giustizia. Perciò la struttura iniziò una serie di negoziazioni, con il rischio di vedersi sempre più fuori dalla Formula 1. Ma Mallya, si rifiutò a vendere il suo team al qualunque prezzo, finché Sergio Perez non ribaltò la situazione, portando i conti in concordato con i creditori, dopo che un giudice ne ha autorizzato la vendita. E così si fece avanti la famiglia Stroll che salvò il team in extremis e con una situazione molto delicata e cambiando il nome in Racing Point.

Non sembra essere la stessa cosa per Williams, altra storica Scuderia che rischia di sparire e la cui possibile fine sembra non importare, malgrado la sua longevità, i suoi successi. Eppure il team di Grove sta vivendo una situazione molto delicata. Quando ha siglato un accordo con Mercedes alla vigilia dell’era ibrida in Formula 1 avvenuta nel 2014 con la fornitura di motori e tecnologia, nei primi 2 anni (2014 e 2015) riuscì ad ottenere dei buoni risultati, tra cui qualche podio e pole position. Dopodiché non è mai riuscita a trarre vantaggio da questa situazione per migliorare e far crescere la squadra con l’organizzazione che ha sofferto il grande cambiamento, e l’arrivo di Paddy Lowe che avrebbe potuto portare miglioramenti al team, ha soltanto peggiorato la situazione. L’arrivo di Lance Stroll e la sua valigia carica di denaro sembrava aver portato una ventata d’aria fresca all’intera squadra e ai problemi economici della stessa che Claire Williams non è stata capace di gestire come avrebbe dovuto.

Formula 1 Liberty MediaLa situazione della Scuderia di Grove è peggiorata, con i pessimi risultati che non aiutano l’ingresso di nuovi sponsor, partnership, che potrebbero risollevarla e per ovviare a questo inconveniente il team è costretta a cercare piloti paganti che però non hanno portato a casa risultati positivi e attesi. Insomma un circolo vituoso dal quale sembra difficile uscire con la cosa peggiore è che l’attuale Formula 1 continua ad alimentare questo modello spietato che porta le Scuderie a non disporre di nessun tipo di sicurezza per sopravvivere.

È probabile che Williams riesca a sopravvivere a brutto periodo, magari con un cambio di proprietà e direzione possa dare una nuova rotta al team. I garagisti classici stanno soffrendo in un mondo che sembra essere fatto per i costruttori, dove un qualsiasi piccolo inconveniente nella competizione, i costruttori possono entrare ed uscire più facilmente, quando la F1 sembra chiedere un pò più di stabilità. La situazione, sfortunatamente non è cambiata con l’arrivo della Liberty Media, e chissà quando lo farà e probabilmente sarà troppo tardi.

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Giorgia Meneghetti

Mi chiamo Giorgia nata nel 1986 residente a Fermo nelle Marche. Le mie passioni sono i cavalli e la Formula 1 che seguo dal 1998 appassionandomi a un certo Michael Schumacher e alla Ferrari. Negli ultimi anni, mi sono appassionata ad un altro pilota, Fernando Alonso, che apprezzo molto per le sue doti di guida, talento e il suo modo di approcciare una gara, una nuova avventura impegnandosi al 100%.

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