DichiarazioniFormula 1

Ferrari e quel budget cap indigesto

A Binotto non piace il potenziale ritocco al ribasso del tetto massimo di spese. E ammicca al WEC e alla IndyCar, pur ribadendo l’intenzione di restare in F1

Il tetto massimo è fissato attualmente a 170 milioni di dollari, ma potrebbe subire modifiche, specie vista la situazione di emergenza

Lo sviluppo del telaio congelato e il rinvio dell’ingresso delle nuove monoposto al 2022 sono solo alcune delle conseguenze dovute all’attuale lockdown imposto dal Coronavirus. Tra queste, c’è anche infatti da discutere riguardo all’entità del nuovo budget cap (ne avevamo parlato qui), il cui obiettivo è ridurre la forbice tra i costruttori ufficiali e i team privati, che soffriranno in misura maggiore le conseguenze finanziare dovute allo stop protratto della prima parte del 2020. Le parole di Mattia Binotto rilasciate al quotidiano britannico The Guardian erano però a sfavore di un ulteriore abbassamento del tetto massimo di spese consentito, che era fissato originariamente a 170 milioni di dollari: “Se quel limite dovesse essere ritoccato al ribasso, non vorremmo mai essere messi nella posizione di dover sperimentare altre forme in cui impegnarci nel motorsport per esprimere al massimo il nostro DNA” aveva commentato Binotto.

Parole forti, quasi a paventare un’uscita del Cavallino dal Circus nel caso le regole sul budget cap fossero riviste. Per di più, il sito The-race.com aveva confermato l’interessamento della Ferrari di estendere la sua partecipazione nel motorsport, con particolare riguardo al WEC e alla IndyCar. In quest’ultima, la casa di Maranello non è attualmente coinvolta, mentre nell’Endurance registra un impegno marginale, nella classe GTE-Pro, che per inciso non è la categoria regina del WEC. La classe regina, nel futuro prossimo, schiererà le LMPH e potrebbe fare gola al Cavallino.

CHIARIMENTO

La stessa Ferrari ha però ribadito che le parole di Binotto sono state mal interpretate, complice anche il titolo sensazionalistico del Guardian, che faceva leva sulla potenziale uscita di Maranello dalla Formula 1. “Vogliamo avanzare un chiarimento circa le dichiarazioni di Mattia Binotto riportate dal The Guardian – si legge nella nota della Ferrari – Binotto non ha mai menzionato una nostra potenziale uscita dal Circus. Ha solo dichiarato che non gli piacerebbe essere messo nella posizione di valutare alternative nel motorsport, oltre a correre in Formula 1, nel caso il budget cap fosse abbassato, mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro. L’errata interpretazione è stata fomentata dal titolo del Guardian, poi corretto”.

In effetti, il tabloid britannico, in un primo momento, aveva titolato: ‘Ferrari prepared to quit F1, if budget cap imposed, warns Binotto’ (La Ferrari è pronta a lasciare la F1, avverte Binotto, nel caso il budget cap sia imposto). Il titolo corretto è decisamente meno drastico: ‘Ferrari to evaluate F1 future, if budget cap imposed, warns Binotto’ (La Ferrari valuterà il suo coinvolgimento in F1, nel caso il budget cap sia imposto).  

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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