Formula 1Interviste

F1World incontra … Alberto Naska (seconda parte)

Lo youtuber pilota più famoso d’Italia è l’esempio di come i sogni, passando dalla resilienza e dal duro lavoro, si possano realizzare

Se nella prima parte abbiamo trattato i vari step della carriera di Alberto, la seconda parte della nostra chiacchierata tratta svariati argomenti. Dal libro pubblicato pochi mesi fa, ai progetti futuri, passando per la Formula 1. F1World incontra Alberto Naska, l’ultima parte dell’intervista.

Hai scritto un libro ’Fino all’ultima curva’. Raccontami cosa ti ha spinto a scrivere questo libro.

“Mi è sempre piaciuta l’idea di scrivere un libro perché è un messaggio diverso di comunicazione. Non è mai stata una priorità però si è presentata l’occasione dopo la chiamata di Mondadori. Quello che voleva essere un desiderio da realizzare più avanti è diventata realtà. Io e il mio ghost writer avevamo pressoché carta bianca per scrivere questo libro.”

“Abbiamo preferito, invece di proporre la storia della mia vita, ripercorrere la stagione di quest’anno (si riferisce al suo campionato in moto ndr.). Avevamo già stabilito prima dell’ultima gara di scrivere la storia di quel campionato. Era già stata una storia pazzesca, comunque si sarebbe conclusa. La vittoria del campionato all’ultimo appuntamento ha reso la storia ancora più mozzafiato.”

L’Alberto Fontana di dieci anni fa sognava di diventare l’Alberto Naska di oggi?

“E’ difficile nascere con un’idea ben precisa. Dieci anni fa non immaginavo che avrei fatto esattamente quello che sto facendo adesso. Avevo comunque l’idea che un giorno sarei diventato qualcuno facendo un qualcosa che mi piaceva. Sapevo che avrei fatto di tutto per poter correre. Diciamo che partivo da una direzione, pur non sapendo bene dove sarei arrivato. Non sono esattamente dove sarei voluto essere semplicemente perché non avevo idea di dove sarei voluto essere esattamente.”

Voltiamo per un momento pagina, qual è la tua opinione sulla Formula 1 odierna?

“Gare più o meno emozionanti ci sono sempre state, ma si tende sempre a sopravvalutare il passato. Fondamentalmente mi piace anche se non nascondo che ci sono gare nelle quali non succede nulla, mi addormento e mi risveglio durante la cerimonia del podio. Altre le riguardi una volta terminate non credendo ai tuoi occhi per quello che hai appena visto.”

“Ero un po’ scettico quando Liberty Media l’ha acquistata, alcuni cambiamenti non li ho condivisi. Nel tempo l’ho rivalutata, apprezzando alcune cose come la serie su Netflix. E’ stata una svolta, facendo vedere la Formula 1 dall’interno. Credo sia un po’ quello che ci vuole perché la Formula 1 continuerà a essere un’istituzione però è troppo impostata. Vorrei vedere i piloti liberi di dichiarare quello che gli passa per la testa in quel momento. Devi vedere degli essere umani e non maschere davanti a una telecamera.”

Ci sono piloti che segui particolarmente?

“Ultimamente mi è piaciuto moltissimo Leclerc. Mi è anche sempre piaciuto molto Hamilton, sin dai suoi esordi, ero un suo fan. Era ed è obiettivamente un fenomeno, ora non saprei scegliere tra i due. Verstappen? E’ un fenomeno, lo trovo sempre davanti a tutti anche sui simulatori di guida. Inizialmente non lo apprezzavo troppo perché troppo irruento, non capivo perché continuassero a perdonargli tutti orrore. Ha dovuto raddrizzare la mira però è chiaramente un fuoriclasse.”

Chiaramente l’attuale emergenza sanitaria ha congelato tutto, ma quali erano i tuoi piani per il 2020?

“E’ un bel punto di domanda. Avrei dovuto correre l’intero campionato in moto. Era già tutto organizzato da dicembre: moto, gomme, contratti con gli sponsor firmati. Mi ricordo che il primo anno ad aprile ancora non sapevo se avrei corso! In auto avrei dovuto fare il campionato con le Griiip e l’Endurance con le Seat.”

Cosa consigli a chi vorrebbe diventare Alberto Naska?

“Di cambiare idea! Non devi sognare di diventare qualcun’altro. Se consideriamo il lato motorsport seguire il mio percorso è completamente sbagliato. Iniziare a correre in moto e in auto a ventisei anni non ti permette di andare da nessuna parte. Se vuoi fare del motorsport la tua vita devi essere un campione del mondo in uno dei top campionati, altrimenti dovrai continuare a pagare.”

“Se qualcuno vuole diventare un pilota deve iniziare da ragazzino, con un grosso budget a disposizione e sperando di avere il talento che ti permetta di vincere. Diventare Alberto Naska significa anche diventare Youtuber, Streamer, pilota. Se fossimo in venti a fare esattamente quello che faccio io probabilmente molti non funzionerebbero.”

Pubblicità

Samuele Fassino

Mi chiamo Samuele, ho 19 anni. Sono un grande appassionato di motori, specie di Formula 1 nella quale spero di lavorare un giorno. Oltre ai motori le mie passioni si estendono al calcio ed alla filosofia anche se, più in generale, mi piace tenermi informato su qualsiasi tema. Sono molto determinato e cerco sempre ottenere il massimo da ogni situazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button