DichiarazioniFormula 1

Domenicali: “Il calendario è cambiato perchè…”

Il CEO della F1 risponde alle critiche che gli sono state avanzate sui cambiamenti previsti per il nuovo calendario

Le numerose critiche all’attuale e futuro calendario della F1 suscitano la risposta da parte dell’amministratore delegato Domenicali. Il CEO spiega che il cambiamento è normale

Di recente il calendario della Formula 1 ha subito e subirà dei cambiamenti voluti e difesi dall’attuale amministratore delegato Stefano Domenicali. Difatti, sono stati aggiunti nuovi circuiti come il circuito cittadino di Jeddah, il Gran Premio del Qatar e quest’anno il Gran Premio di Miami, mentre nel 2023 farà il suo ingresso il Gran Premio di Las Vegas. D’altra parte, però, vecchi circuiti rischiano di perdere il loro posto come il Paul Ricard in Francia o lo storico Gran Premio di Spa in Belgio.

Un’importante novità riguarderebbe un possibile ritorno del Gran Premio del Sudafrica nel 2023. Dunque, a 30 anni esatti dalla vittoria di Alain Prost al volante della Williams, il circuito di Kyalami sembra essere sempre più vicino a riabbracciare il Circus. In questo modo, il progetto sposerebbe alla perfezione l’intenzione della FOM di estendere il numero di appuntamenti a 25 totali per la prossima stagione. Inoltre, relativamente al GP di Germania, Domenicali si mostra alquanto scettico su una possibile reintroduzione di Hockenheim o del Nurburgring, sebbene abbia dichiarato: “Mi piacerebbe molto un ritorno in terra tedesca”.

In risposta alle numerose critiche che gli sono state avanzate sui cambiamenti apportati, Domenicali ritiene che questi non arrechino danno alcuno allo sport. Inoltre, il CEO della F1 ha affermato in un’intervista al quotidiano tedesco Bild:Io non sto vendendo l’animo della Formula 1, il cambiamento è normale. Noi siamo aperti a tutto il mondo”.

Non solo una questione di soldi…

Negli ultimi anni, al calendario della F1, sono state aggiunte gare quali Qatar e Arabia Saudita. Si tratta di paesi accusati, come sappiamo, di violare i diritti umani il che ha portato i fan a sospettare che la F1 vada in questi posti solo per scopi economici. Anche in questo caso, la risposta di Domenicali non tarda ad arrivare:” I soldi sono importanti ovunque e anche per noi, ma non è l’unico fattore da prendere in considerazione. Non guardiamo solo ai soldi, l’intero pacchetto deve essere a posto. Se guardassimo solo al conto in banca, il calendario sarebbe molto diverso”.

Ad avvalorare queste parole è l’ormai nota questione del Gran Premio di Sochi in Russia. Nonostante gli ottimi incassi ottenuti nelle ultime edizioni delle gare russe, vi è stata una forte presa di posizione da parte dell’intero Circus. Pertanto, la Formula 1 non tornerà in Russia e la scelta è definitiva. Difatti, il CEO della F1 ha affermato: “Dico sempre mai dire mai, ma in questo caso posso promettere: non avremo più trattative con loro. Non ci saranno più gare lì”.

 

 

Federica Incatasciato

Siciliana, classe '97, a Torino. Ho una laurea magistrale in Ingegneria Biomedica. Sono perfezionista fino al midollo e super scaramantica, cerco di sfruttare sempre il mio tempo in maniera proficua per imparare più cose possibili. Mi piace leggere e scrivere di politica, storia, letteratura e Formula 1. Fin dal liceo ho coltivato la mia passione per le auto da corsa e in particolare per la Formula 1. Essendo un'ingegnere, della Formula 1 mi affascina molto tutto il lavoro che c'è dietro a quelle monoposto, frutto di studio, strategia e collaborazione all'interno del team.

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