DichiarazioniFormula 1

Bouncing o porpoising? La Mercedes fa chiarezza

Il celebre capo-stratega delle Silver Arrows James Vowles spiega la differenza tra i vari problemi riscontrati dalle monoposto di Brackley in questa prima parte di stagione

Ecco che la Mercedes fa chiarezza: James Vowles ci spiega quando ha senso parlare di porpoising e di bouncing

Non è stato di certo un’inizio semplice quello del 2022 per le Silver Arrows. Da vincitrici dello scorso mondiale costruttori le monoposto della scuderia di Brackley sono passate a ricoprire il ruolo di terza forza del campionato. Molti sono i problemi riscontrati dal duo britannico Russell-Hamilton: di alcuni si parla già dall’inizio della stagione, altri invece sono sorti durante la ricerca di una soluzione. Insomma, quando la toppa è più grande del buco. Mentre i tecnici della Mercedes lavorano per cercare una soluzione, dalle alte sfere della Stella a Tre Punte ci viene incontro James Vowles per spiegarci quando sia giusto parlare di porpoising o bouncing.

Nell’ormai appuntamento fisso con i fans nel post weekend “Race debrief”, occasione nella quale il team raccoglie le domande più interessanti degli appassionati per sottoporle ad un esponente della Mercedes, il capo-stratega della Mercedes ha fatto un po’ di chiarezza sulla terminologia da usare. “Nelle prime gare dell’anno abbiamo sofferto di porpoising – spiega l’ingegnere britannico – fino a Barcellona. Da allora abbiamo impiegato molte energie per sviluppare il pacchetto alla ricerca di una soluzione. Credo finalmente l’abbiamo trovata”.

“Da Barcellona è iniziato a sorgere un altro problema. Nel ribassare la macchina abbiamo sicuramente notato una diminuzione del porpoising, ma è nel frattempo comparso il bouncing, e spesso si tende a confondere l’uno con l’altro. Il bouncing è semplicemente dovuto all’impatto violento del fondo della monoposto sull’asfalto. Questo problema è stato accentuato dalle numerose irregolarità del tracciato di Baku. E’ evidente come la strada che dobbiamo percorrere sia ancora lunga. Dobbiamo imparare da qualsiasi nostra mossa per riuscire a tornare a lottare lì davanti. Sicuramente il Canada e Silverstone vedranno una monoposto da performance diverse rispetto a quelle recenti”. 

 

Matteo Tambone

Mi chiamo Matteo, studente magistrale di Fisica presso l'Università Federico II di Napoli. Velista e windsurfer, mi piace considerarmi uno sportivo a tempo pieno. Appassionato di Motorsport in tutte le sue forme, seguo la Formula 1 da sempre ed è uno dei miei argomenti di discussione preferiti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button

Lascia il tuo contributo

Ciao, non vogliamo riempire il tuo monitor di pubblicità, ma questi banner ci aiutano a darvi contenuti di qualità. Se vedi questo messaggio perché hai attivo un sistema di AdBlock che elimina gli annunci pubblicitari.