2019Dichiarazioni dei PilotiFormula 1

Bottas: “A fine 2018 ho cambiato mentalità”

Il pilota della Mercedes si racconta: dal rapporto con gli amici al cambio di mentalità apportato alla fine della passata stagione

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Il finlandese racconta il lavoro che ha dovuto fare su se stesso prima di iniziare la stagione in corso

 

Non è un periodo facile per Valtteri Bottas: il suo futuro in Formula 1 resta ancora incerto, in attesa di conoscere la decisione di Toto Wolff se rimpiazzarlo con Esteban Ocon o lasciarlo al fianco di Lewis Hamilton.

Tuttavia, il 2019 era iniziato nel migliore dei modi per il #77: le vittorie a Melbourne e poi a Baku gli avevano permesso di impensierire il pilota inglese, ricordando ad alcuni l’impresa riuscita a Nico Rosberg nel 2016.

 

Cambio di mentalità

 

“L’anno scorso è stato difficile. Ho sicuramente dovuto cambiare un po’ la mia mentalità e l’ho fatto con una buona vacanza. È stato come ricominciare da zero e non è stato per niente facile, ha spiegato Bottas a a Blog GP.

 

L’importanza della famiglia

 

“La famiglia è molto importante, grazie a loro sento di avere tutto il supporto di cui ho bisogno. Se devo parlare con qualcuno o sento la necessità di aprirmi con qualcuno, ho molte persone con cui posso parlare. Finora, ho sempre constatato che ciò che funziona maggiormente, per me, è parlare con il ragazzo che mi ritrovo davanti allo specchio”, afferma con un po’ d’ironia Valtteri.

Valtteri, un lupo solitario

 

“Forse sono un lupo solitario da questo punto di vista, elaboro molte cose da solo. In tal senso, per me è importante riuscire a fuggire dagli umani, facendo una passeggiata o di un giro in bicicletta o altro. Io amo la natura. È un modo molto salutare per schiarirmi le idee”, aggiunge.

La prima vittoria il momento più bello

“Per me, finora il momento migliore della mia carriera è stata sicuramente la mia prima vittoria in Formula 1. Ovviamente è stata anche la mia prima vittoria con la Mercedes. È qualcosa che sogni da quando sei un bambino e gareggi nei go kart. È un ricordo molto speciale”, conclude il pilota finlandese.

Adesso Bottas attende di conoscere il suo destino e, ci permettiamo di dire, probabilmente meriterebbe un’altra chance nel team di Brackley.

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Christian Caramia

Mi chiamo Christian e ho 27 anni, vivo a Martina Franca (Taranto). Appassionato fin da piccolo di Formula 1, da bambino i miei idoli erano Ayrton Senna e Jean Alesi. Sono cresciuto prima con Michael Schumacher e poi con Kimi Raikkonen. Grazie a loro sono qui a scrivere di questo magnifico sport.

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