DichiarazioniFormula 1

Binotto: “Sainz non sarà il numero 2”

Il team principal della scuderia di Maranello ha negato una disparità di trattamento tra i propri piloti il prossimo anno

Binotto non vuole sentire parlare di gerarchie al momento

Con un solo podio in cinque stagioni di Formula 1, Carlos Sainz sembra arrivato a Maranello col ruolo designato di seconda guida, dato che il mercato piloti offriva alternative ben più titolate come Lewis Hamilton e Daniel Ricciardo. Una posizione che sembrerebbe inevitabile per il pilota madrileno, che entrerà in un team strutturato per assecondare le esigenze di Charles Leclerc. Ma da Maranello hanno fatto sapere che lo spagnolo partirà con le medesime prerogative del compagno di squadra.

A confermarlo è stato il team principal Mattia Binotto, che ha escluso qualsiasi disparità di trattamento tra i futuri alfieri della squadra di Maranello. “Non è nei nostri piani predisporre ora un ruolo di numero uno e di numero due – ha dichiarato Binotto agli spagnoli di MarcaSarà piuttosto la pista a dettare eventuali gerarchie interne. Era così anche ai tempi di Schumacher: si cominciava coi due piloti alla pari, poi i risultati decretavano l’andamento della stagione”

PROGETTO

“Logicamente per Carlos la prima stagione sarà impegnativa, perché c’è in gioco tutto il processo di adattamento e di conoscenza del team. Per questo non abbiamo firmato con lui un contratto di un solo anno. Mi aspetto poi che col passare del tempo acquisisca sempre più competitività ha continuato Binotto, che ha poi chiarito le ragioni alla base dell’operazione Sainz: “Lo abbiamo scelto per mantenere la nostra linea che ci vede puntare sui giovani. Siamo una squadra giovane e vogliamo proseguire con questa filosofia. Non dimentichiamo poi che Sainz ha già esperienza: è vero che avrà solo 26 anni il prossimo anno, ma corre in Formula 1 da diverso tempo”.

Credo che tra lui e Charles non ci saranno grossi problemi. Nel caso ve ne fossero, il mio ruolo è ben chiaro al riguardo… Charles è ogni giorno più forte e maturo. Quanto accaduto in Brasile tra lui e Vettel (ossia il famoso contatto che mise fuori gioco entrambi, n.d.r.) ormai l’ho accettato, perché frutto di una coincidenza sfortunata. Così sono le corse”.  

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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