Analisi della redazione Formula 1 Gran Premio Arabia Saudita Gran Premio Bahrain Hot Topics Bahrain e Arabia Saudita, i possibili scenari 26 Aprile 2026 Beatrice Bertolotti © Mercedes Press Area La cancellazione dei GP di Bahrain e Arabia Saudita ha lasciato un vuoto enorme nel calendario 2026. Ma cosa sarebbe successo se quelle gare si fossero disputate? Analizziamo gli scenari possibili tra sviluppo tecnico, strategie e lotta mondiale. Bahrain, strategia e gestione gomme Arrivati a questo punto della stagione, mentre alcune scuderie hanno già dimostrato segnali positivi, altre sembrano ancora alla ricerca di un equilibrio. Proprio per questo le gare in Medio Oriente, di Bahrain e Arabia Saudita, sarebbero potute rivelarsi estremamente importanti anche in ottica sviluppo. Il Bahrain, circuito che richiede una grande precisione di guida, con un mix di curve lente e veloci e un elevato degrado gomme, avrebbe messo in evidenza non solo le abilità dei singoli piloti, ma anche la qualità complessiva delle monoposto. È lecito pensare che i team più solidi nella gestione degli pneumatici avrebbero potuto fare la differenza, soprattutto nelle fasi finali della corsa. Inoltre, una gara come questa avrebbe fornito dati fondamentali agli ingegneri per comprendere meglio il comportamento delle nuove vetture su tracciati tutt’altro che semplici. Un aspetto fondamentale essendo ancora a inizio stagione. Arabia Saudita e il nodo sicurezza Diverso il discorso per Jeddah. Il tracciato saudita è ricco di punti in cui si raggiungono velocità molto elevate e presenta, nel settore centrale, una sequenza di curve veloci e cieche senza pause. Questo circuito non solo avrebbe premiato l’abilità dei piloti, ma sarebbe stato anche un banco di prova estremamente interessante per le nuove vetture 2026. Proprio su questo tema si inseriscono le parole di Carlos Sainz, che in Cina ha espresso serie preoccupazioni riguardo al nuovo regolamento e, in particolare, alla configurazione delle ‘ali aperte’ sui circuiti ad alta velocità: “In posti come Jeddah, con le ali aperte…non mi piace, non mi piace dover correre a pieno gas a 340 km/h, senza carico aerodinamico sulla vettura e con le ali aperte”. Le sue dichiarazioni evidenziano un punto cruciale e finiscono inevitabilmente per sollevare un dubbio: forse, almeno per il momento, è stato meglio così. In attesa di comprendere fino in fondo il comportamento delle nuove vetture, evitare un tracciato come Jeddah potrebbe aver rappresentato una scelta indirettamente favorevole alla sicurezza. Tags: 2026, Carlos Sainz, GP Arabia Saudita, GP Bahrain, Regolamento Continue Reading Previous 25 anni senza Michele Alboreto: l’ultimo grande eroe della Ferrari