DichiarazioniFormula 1

Alonso svela curiosità sul suo documentario

L’asturiano spiega i motivi per cui è stata realizzata la serie “Fernando”. Mostrare se stesso e il Motorsport a 360° sono gli obiettivi principali

Fernando Alonso svela curiosità sul suo documentario “Fernando”, uscito il 25 Settembre su Amazon Prime Video

Alonso svela curiosità sul suo documentario, spiegando i motivi per cui è stato realizzato. L’intenzione è quella di mostrare ai fan quanto sia difficile guidare una monoposto diversa ogni fine settimana facendolo al massimo livello. Inoltre ha voluto mostrare anche le altre discipline del Motorsport, come il WEC o la Dakar. Tali categorie non sono mediatiche come la Formula 1, ma possono essere anche più emozionanti del Circus. L’asturiano si definisce un pilota completo, non perché è il migliore sotto tutti gli aspetti, ma per aver gareggiato e raggiunto il successo in tante categorie differenti.

“Volevo mostrare quanto sia difficile cambiare monoposto a un livello così competitivo ogni settimana. E’ qualcosa di difficile da percepire dall’esterno”, ha affermato al quotidiano francese Le Figaro. “Nel rally ho dovuto imparare tutto. Dal guidare con un co-pilota su un nuovo terreno, all’attraversare le dune. Iniziare a imparare tutto e poi salire su un aereo per andare a Le Mans. Lì dovevi azzerare tutto quello fatto per fare qualcosa di totalmente diverso. E’ stato un anno ricco, di successi e soprattutto di tanti sacrificiha proseguito.

INCURIOSIRE I FAN PER FARLI APPASSIONARE ANCHE AD ALTRE CATEGORIE DEL MOTORSPORT

L’obiettivo è anche quello di far incuriosire i fan alle altre categorie. Pur riconoscendo che la Formula 1 è la più mediatica, crede le altre siano davvero emozionanti. Pertanto, spera che, dopo aver visto il documentario, i fan trascorrano parte del loro tempo libero guardando altre categorie, come il WEC o il Rally. “Il mondo degli sport motoristici è molto grande, ma il 90% dell’attenzione è concentrata sulla Formula 1. Anche se è curioso che oggi sia l’unica disciplina di cui sappiamo chi vincerà quasi prima dell’inizio della gara. C’è questa contraddizione nel mondo del Motorsport, ha spiegato l’asturiano.

ALONSO SVELA ULTERIORI CURIOSITA’: “LA DAKAR L’HA COLPITO PROFONDAMENTE”

“La Formula 1 cattura tutta l’attenzione. Ma le altre discipline sono più spettacolari per i fan oggi. La classe regina del Motorsport è ancora la migliore e lo sarà sempre. Ma spero che il documentario faccia desiderare ai fan di accendere la televisione per guardare il WEC o il Rally quando hanno tempo libero. Penso che gli piacerà”, ha aggiunto. Un’esperienza professionale che l’ha segnato particolarmente è stata la Dakar.

Ha partecipato per la prima volta lo scorso gennaio con la Toyota e l’atmosfera vissuta l’ha colpito profondamente. Non è una categoria mediatica, non ha i grandi sfarzi del Circus e la maggior parte dei partecipanti sa già in partenza che non vincerà.“Non è solo un’esperienza professionale, ma anche un’avventura umana, con tutti quei piloti guidati dalla passione. Alcuni sono consapevoli che non vinceranno mai la Dakar, ma sono lì solo per partecipare. Per loro è un sogno esserci, anche con mezzi limitati. Quell’aspetto umano mi ha colpito, ha rivelato.

MOSTRARE LA QUOTIDIANITA’ DEL PILOTA SIA PROFESSIONALMENTE CHE PERSONALMENTE

Questa documentario mostra la quotidianità del pilota, sia professionalmente che personalmente. Per quanto riguarda il livello professionale ha cercato di evidenziare la vita di un pilota che disputa un’altra categoria rispetto alla Formula 1. Confessa che non è così lussuoso, che la routine è diversa e, come alla Dakar, i piloti sono anche meccanici. Perciò Alonso svela ulteriori curiosità affermando: “La vita di un pilota di Formula 1 è migliore rispetto a quella di un pilota di gare di durata o di Rally. In Formula 1 hai molti più privilegi, tutti sono a tua disposizione”.

“Soggiorni in hotel a cinque stelle vicino ai circuiti, ci sono orari ben definiti e una routine che si ripete ogni settimana. Non c’è molta improvvisazione. Fuori dalla Formula 1, il mondo è molto diverso, più difficile. Alla Dakar abbiamo dormito dove potevamo, ci siamo lavati come potevamo. Nel documentario volevo anche mostrare quella vita differente, ha proseguito. Fernando mostra anche il suo lato più personale, come amico, fratello o fidanzato. L’asturiano ha confessato che inizialmente si rifiutava di mostrare un aspetto così personale.

In seguito fu incuriosito dall’idea e quindi accettò. Anche il quotidiano lontano dai circuiti fa parte della vita di un pilota.“Non è facile, ma dopo un po’ ci si dimentica delle telecamere. L’obiettivo era mostrare la vita quotidiana di un pilota. Quello che la gente vede sono le gare di domenica, i podi e le interviste, non quello che succede fuori. Questi due anni fuori dalla Formula 1 sono stati l’ideale per realizzare questo documentario. Discipline come le gare di durata o il Rally offrono un accesso che la Formula 1 non consente”, ha così concluso Alonso.

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