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24H Daytona | Fernando Alonso: “Alla Ligier manca il ritmo”

Lo spagnolo suona il campanello d’allarme in vista della corsa americana di fine mese…

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Non si sta rivelando così semplice la seconda esperienza di Fernando Alonso in USA, a sette mesi dalla sfortunata 500 Miglia di Indianapolis. Il pilota spagnolo è stato il più rapido del suo equipaggio – che vede al volante anche Phil Hanson e Lando Norris, la giovane promessa McLaren – ma non è bastato per portare la Ligier JS P217 nella top ten. Alonso è infatti solo 12°, a 1″7 dal riferimento firmato dall’ex pilota Sauber Felipe Nasr su Action Express Cadillac.

Non il migliore degli scenari in vista della corsa in programma a fine mese. “Chiaro che è solo un test ed è presto per allarmarsi – ha commentato lo spagnolo – non abbiamo vinto o perso niente. Però dobbiamo trovare un passo migliore e più velocità in vista della gara tra tre settimane”.

La scarsa quantità di tempo a disposizione è uno dei fattori che ha condizionato il test, secondo lo spagnolo, soprattutto considerando che la vettura viene condivisa da tre piloti, ciascuno con richieste ed esigenze diverse. “Non è che avessimo chissà quanto tempo a disposizione, così non ho completato tantissimi giri. Ma è ok, mi sento più pronto per la corsa di fine mese. Ho capito meglio cosa significa condividere la macchina con altri piloti e trovare il compromesso per venire incontro alle esigenze di ognuno. È stato un weekend senz’altro utile”.

“Quello che mi ha impressionato in negativo è la scarsità di tempo che passi in macchina. Condividendo la vettura con altri piloti e dovendo lavorare molto sul setup, si finisce per spendere molto tempo al box e poco nell’abitacolo. Ma anche questo è un aspetto della corsa, fa parte del gioco. Poi in gara avremo comunque 24 ore a disposizione, quindi parecchio tempo sulla vettura”.

Riguardo alla visibilità in notturna, Alonso non ha trovato problemi: Non cambia molto rispetto a quando è giorno. La pista è ben illuminata e poi sono abituato alle gare notturne, visto che in Formula 1 corriamo in Bahrain, Singapore e Abu Dhabi in condizioni di questo tipo. Il traffico? Quello mi preoccupava un po’ di più ed è un aspetto a cui bisogna abituarsi. Si prendono molti rischi soprassando macchine a destra e a sinistra, macchine che magari sono coinvolte a loro volta in qualche duello. Ma è un problema che riguarda tutti, non solo i rookies, e per la gara dovremo abituarci”.

 

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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