Una videocamera Canon si nasconde dietro il successo di Rush

I marchi di fotocamere hanno ormai invaso anche il mondo del cinema. L’ultimo esempio di questa straordinaria occupazione è quello di Ron Howard, regista due volte premio Oscar (oltre a essere anche l’indimenticabile Ricky Cunnigham di Happy Days) che ha scelto Canon per il suo ultimo film Rush.

La storia del film è quella della rivalità tra due celebri piloti degli anni ’70, il primo è James Hunt e l’altro è Niki Lauda. I due si sfidavano non solo sulla linea di partenza, ma anche nella vita privata. Pur essendoci, in fondo, grande ammirazione e rispetto reciproci, le due personalità erano totalmente diverse: inglese carismatico Hunt (Chris Hemsworth), oltre che noto playboy, austriaco e rigido invece Lauda (Daniel Bruhl). Impossibile quindi che potessero andare d’amore e d’accordo. Li accomunava un incredibile talento e la voglia di essere i migliori. Per questo si spongevano reciprocamente oltre i propri limiti, solo perla voglia di superarsi e primeggiare l’uno sull’altro. Proprio negli anni ’70, Canon era uno dei maggiori sponsor della Formula 1 e quest’anno si è ravvicinata ai Gran Premi riuscendo a raccontare la storia di Hunt e Lauda con le sue videocamere.

Ron Howard ha scelto la Canon Eoc C300 per le riprese d’azione di Rush, che hanno dato la possibilità, a lui e alla troupe, di esplorare le scene nel modo più creativo possibile. Grazie alle ridotte dimensioni della C300, infatti, il regista è riuscito a riprendere in modo spettacolare le rapidissime azioni delle competizioni. Howard ha dichiarato: «Siamo stati ancora più ambiziosi, aggressivi e creativi nell’utilizzo della videocamera. Abbiamo effettuato sia riprese a camera fissa, sia riprese a mano libera con ottiche lunghe, così da riuscire a catturare sempre qualcosa di inaspettato. Le riprese a mano libera erano a volte primi piani in cui cercavamo di ricreare una certa intimità o inaspettati punti di vista nel rappresentare la scena. È stato un grande strumento su entrambi i lati». Nel film non manca il massiccio utilizzo della computer grafica, grazie alla quale sono stati ricostruiti, per esempio, gli incidenti dei piloti. Possiamo dire però che il livello delle riprese e della post produzione è talmente alto che difficilmente si riesce a capire dove ci sia stato l’intervento di computer grafica e dove no. Tutto avviene con molta naturalezza e il ritmo serrato non lascia il tempo di cercare le differenze di ripresa.

Gli incidenti sono stati realizzati al computer, utilizzando i filmati storici degli anni ’70. Soprattutto il famoso incidente di Lauda è stato ricreato sulla traccia del filmato originale, un Super8 di un ragazzino.

Il direttore della fotografia è un nome noto, si chiama Anthony Dod Mantle e ha già vinto un Oscar per il film The Millionaire, oltre a distinguersi in altri film come 28 giorni dopo, Digville e Antichrist. Per Rush ha lavorato utilizzando Arri Alexa Plus, Arri Alexa Studio e la Canon Eos C300. Per meglio catturare lo spirito di quegli anni ha utilizzato anche le lenti degli anni ’60 e ’70, sostenendo che se già erano andate bene per Gordon Willis, direttore della fotografia per la trilogia Il Padrino, sarebbero potute andare bene anche per lui.

di Monica Papagna da Foto-Notiziario

Redazione

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