Una nuova sfida attende i piloti di Formula 1 in questa stagione?

Il nuovo regolamento del 2026 influisce anche sulle partenze di gara: saranno difficili, soprattutto nei primi round della stagione.

sfida Formula 1

© Pirelli Press Area

Le partenze di gara rappresenteranno una sfida per i piloti nella nuova stagione di Formula 1

Il nuovo regolamento di Formula 1 del 2026 porta con sé una nuova sfida per i piloti: la difficoltà nelle partenze di gara. Uno dei motivi è che le monoposto attuali sono completamente diverse dalle precedenti. Il telaio, a esempio, è più leggero di circa 32 kg con un carico aerodinamico significativamente inferiore. La power unit, invece, fa molto più affidamento sull’energia elettrica, con una ripartizione di quasi 50:50 rispetto al motore a combustione interna.

Sono forse le modifiche al regolamento del motore a rappresentare la sfida più grande per i piloti, in particolare per quanto riguarda la batteria. Ciò significa che l’accumulo di energia avrà un ruolo importante. Durante i test pre-stagionali in Bahrain di questa settimana, sono emerse la diversità e difficoltà delle partenze di gara.

In passato erano più semplici, ma ora la rimozione dell’MGU-H ha complicato il tutto. Infatti, in precedenza il compressore trasformava i gas di scarico caldi in energia elettrica, contribuendo a rendere l’accelerazione istantanea. Ora, invece, i piloti devono far girare il motore molto più in alto e per molto più tempo (circa 10 secondi), una volta innestata la frizione per superare il turbo lag. Questo però potrebbe potenzialmente dare come risultato partenze di gara non perfette come prima.

Le dichiarazioni dei piloti

È complicato. L’anno scorso era molto più facile“. Queste le parole pronunciate dal giovane pilota Audi Gabriel Bortoleto, dopo aver effettuato una prova di partenza in Bahrain. Come per ogni novità, ci vorranno tempo e pratica per abituarsi. A tal proposito, Valtteri Bottas della Cadillac ha affermato: “Troveremo delle soluzioni e diventerà più semplice. Comunque sono convinto che la partenza potrebbe rappresentare una grande sfida nella prima gara della stagione, a marzo“.

Il pilota finlandese, peraltro, sarà ulteriormente svantaggiato, in quanto dovrà scontare la retrocessione di cinque posizioni in griglia. Infatti, nonostante Bottas non fosse in griglia nel 2025, dovrà ugualmente scontare la penalità per la collisione avuta con Kevin Magnussen nell’ultima gara a cui ha partecipato, il Gran Premio di Abu Dhabi del 2024.

A fronte delle numerose difficoltà, i piloti cercano soluzioni

Bottas stesso si è chiesto se, stando in fondo alla griglia, ci sia un tempo sufficiente per far girare effettivamente il turbo all’accensione del semaforo. Si è così pronunciato: “Ci vogliono circa 10 secondi per la partenza. Normalmente si riceve un’informazione via radio quando l’ultima vettura sta per arrivare al traguardo, quindi questo ti dà un preavviso, ma dobbiamo capire“.

Alzare i giri del motore, ovviamente, non è l’unico modo per superare il turbo lag, ma l’altra opzione, ovvero utilizzare l’MGU-K, che converte l’energia cinetica in energia elettrica, non è fattibile per i piloti. Questo perché il regolamento stabilisce che l’MGU-K non può essere utilizzato per preparare il turbo sulla griglia di partenza: può essere attivato dopo la partenza, solamente quando la vettura ha raggiunto gli 80 km/h. Il problema però sta nel fatto che, anche se il pilota ha subito una brutta partenza, non gli converrebbe utilizzare l’MGU-K: ciò, difatti, comporterebbe l’esaurimento della batteria, compromettendo così il resto del giro.

È molto più complicato rispetto agli anni precedenti“, ha detto l’attuale campione del mondo Lando Norris. “Non appena si inizia a usare la batteria, la si sottrae al resto del giro. Così facendo, forse si può ottenere una partenza migliore, ma il rischio conseguente è quello di rimanere senza batteria prima di arrivare alla curva 1, come accade in alcuni tracciati, tra cui quello del Messico. Bisogna mettere il turbo al punto perfetto.

Sara Venturelli