DichiarazioniFormula 1

Todt non vuole rinviare il nuovo regolamento al 2023

Il francese boccia l’idea di posticipare le nuove regole oltre il 2022. I team rimandano questa discussione, perché al momento non è urgente

Jean Todt non vuole rinviare l’attuazione del nuovo regolamento al 2023. Questa opzione è stata menzionata durante la riunione delle squadre in videoconferenza con la FIA e la FOM

L’attuazione del nuovo regolamento era previsto per la stagione del 2021, ma a causa della pandemia generata dal Coronavirus, tutto è cambiato. Ma Todt non vuole che le cose vengano ulteriormente stravolte.  La prima conseguenza è stata il rinvio dei primi sei Gran Premi della stagione, a seguire vi è stato il posticipo dell’attuazione dei nuovi regolamenti.

Il lavoro dei team per prepararsi al 2021 è interrotto, a causa della stagione del 2020 che non è ancora iniziata. La Classe Regina delle corse automobilistiche e i suoi team verranno perciò colpiti dalla crisi economica, quindi sarà difficile lavorare sulle nuove monoposto. Perciò si è saggiamente deciso di introdurre le nuove normative nel 2022.

HORNER CHIEDE LA PROROGA DEL NUOVO REGOLAMENTO

A tal proposito, il Team Principal della Red Bull, Christian Horner ha recentemente affermato di aver proposto la proroga del nuovo regolamento al 2023. Todt si è fermamente opposto. L’idea è stata esplicitata ieri alla riunione in videoconferenza tenutasi tra i team, la FIA e la FOM. Il francese ha rifiutato categoricamente una proposta del genere. Sconsiglia, inoltre, di seguire questa strada e incoraggia i team a rimanere dell’idea di cambiare le regole per la stagione del 2022.

Adesso però tale proposta non è una questione urgente e i team hanno affermato che ci penseranno in un secondo momento. Ora il compito principale dei team è concordare il massimale del bilancio 2021, pertanto, la questione dei nuovi regolamenti non si presenterà fino all’estate. La cosa più immediata in questo momento è decidere dove tagliare per aiutare i team a rimanere in pista durante questi mesi senza gare e, di conseguenza, senza reddito a causa della crisi generata dal Coronavirus.

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