2015Curiosità dalla F1

Susie Wolff e l’addio alle corse: “Un donna può guidare in F1 ma ci vorrà del tempo prima che accada”

Tante cose nella vita si avverano al momento giusto. Specialmente nel mio mondo. Per me è arrivato il momento di appendere il casco al chiodo e di considerare completato il percorso.

Questo è l’incipit del messaggio che stamattina Susie Wolff ha deciso di condividere con i suoi fans, la lettera è apparsa nel suo account sui vari social network in quattro lingue differenti.

In un’intervista rilasciata qualche mese fa aveva detto che questo sarebbe stato un periodo di riflessione, in cui avrebbe compiuto la scelta definitiva riguardo il suo percorso nel mondo del motorsport; stamattina, tramite la BBC, Susie Wolff, ha annunciato il suo ritiro dal mondo delle corse.
La sua avventura terminerà con la prossima Race of Champions, che quest’anno verrà disputata a Londra e in cui rappresenterà il suo paese assieme a David Coulthard, quasi come a voler chiudere il cerchio aperto 25 anni fa su un kart sulla costa occidentale della Scozia.

Come spesso accade per la maggior parte dei piloti, anche Susie ha le corse nel suo dna; tutto inizia quando, in un negozio di moto nella sperduta cittadina chiamata di Oban (famosa soprattutto per il suo whinksy) i suoi genitori si incontrano. Il primo kart arriva a 8 anni, nel 1996 è nominata “British Woman Kart Racing Driver Of The Year”; dopodiché nel 2001 compie il salto alla Formula Renault inglese dove colleziona 4 podi, dandosi battaglia con un certo Lewis Hamilton… e vincendo il prestigioso riconoscimento come “Miglior giovane pilota dell’anno” assegnato dalla McLaren, così inizia a maturare il sogno della F1.

È stato un percorso incredibile con molti alti e bassi. Mi sento una privilegiata per avere trasformato la mia passione nella mia professione.” Continua Susie.

Il periodo più duro, infatti, arriva nel 2005 quando si frattura una gamba ed è costretta a stare lontana dal mondo delle corse, decide di iscriversi all’università, ma il suo pensiero è sempre fisso in pista.

Come afferma lei stessa, proprio nel momento in cui tutto sembrava perso ecco che arriva una chiamata per la DTM; nel 2006 viene ingaggiata dalla Mercedes, affiancando alcuni piloti tra cui: Gary Paffet e Matthias Lauda.

Nella serie tedesca corre per 7 anni, il picco lo raggiunge nel2010 con due settimi posti a Lausitz e Hockenheim, qui
Susie non trova solo la sua affermazione ma anche l’amore: incontrando l’investitore austriaco, oggi Team Principal Mercedes, Toto Wolff.

“[…] mi ha fatto incontrare un uomo che ha creduto nei miei sogni, che mi ha spinto a raggiungere il massimo delle mie possibilità e che continua a motivarmi di giorno in giorno. Un uomo che ora ho la fortuna di chiamare mio marito”.

Il sogno di poter correre in F1 sembra avverarsi nell’Aprile 2012, quando viene ingaggiata dalla Williams come test driver:

Il mio progresso in formula 1 è venuto così a rappresentare molto di più di una pilota da corsa che tenta semplicemente di raggiungere il culmine dello sport. È stata anche la speranza che finalmente ci possa essere finalmente una donna nella griglia di partenza.”.

Nel 2014 a Silverstone, Susie Wolff diviene la prima donna a prendere parte ad un weekend di gran premio dopo 22 anni.

Per un attimo tutto è sembrato è sembrato possibile: rivedere una donna in F1 dopo la strepitosa Lella Lombardi:

C’erano coloro che volevano che succedesse. E c’erano quelli che non lo volevano.” Scrive Susie, “Posso dirvi soltanto che ho dato tutta me stessa. Penso che la F1 sia pronta per una competitiva pilota da corsa che possa ottenere risultati al massimo livello? Si. Penso che sia fattibile per una donna? Assolutamente si. Penso che accadrà presto? Purtroppo no.

Purtroppo non possiamo scrivere di un lieto fine, la protagonista non riesce nel suo intento; così senza giri di parole Susie Wolff ci ha messo davanti alla pura e semplice verità: dovrà passare ancora molto tempo prima che una donna possa correre in F1, forse perché ci troviamo difronte ad un ambiente in cui i sogni svaniscono e lasciano posto alla politica.

Rimane il rammarico, quello certo, perché tutte noi donne amanti di questo sport abbiamo sognato con lei; ma nel contempo non possiamo che ringraziarla, perché malgrado non abbia mai ottenuto quel posto ha continuato a lottare, ponendo il motorsport faccia a faccia con il fatto che questo non è solo uno sport “da maschi e mostrando al mondo che qualcosa è possibile.

Grazie Susie e buona fortuna.

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Anna Polimeni

Mi chiamo Anna, ho 19 anni e vengo da Torino. La F1? la mia passione, il mio mito? Ayrton Senna.

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