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Sprint Race, quale sarà il loro futuro?

La certezza per 2022 sono tre Sprint Race, per il 2023 tutto potrebbe succedere.

Sprint Race sì, Sprint Race no, tre Sprint Race, no anzi sei. Cosa succede?

Il nuovo format di gara breve, sprint race, che ha visto la luce nella scorsa stagione di Formula 1 è messo in discussione dal nuovo presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem.

Le Sprint Race: una novità molto apprezzata dal pubblico

Lo scorso anno abbiamo vissuto l’introduzione di queste nuove gare brevi, chiamate appunto Sprint Race, fortemente volute dall’allora Presidente della FIA Jean Todt e dal team coordinato da Stefano Domenicali. Gare che prevedono il percorso di un terzo della lunghezza della gara e che si attestano intorno ai 100 km percorsi. Le Sprint race si corrono il sabato solo su alcuni circuiti del campionato e definiscono la griglia di partenza del Gran Premio.

Una novità molto apprezzata dagli amanti della Formula 1 per lo spettacolo di cui possono godere nei week end di gara in cui le Sprint Race sono previste. Purtroppo, il cambiamento non è stato preso in modo altrettanto positivo da scuderie e dai piloti che hanno visto moltiplicare i propri sforzi fisici, ma anche economici nonostante il budget cap.

Le novità delle Sprint Race per il 2022

Dopo il brillante esordio, sono state concordate alcune modifiche per trovare un primo punto di incontro con i team. Durante l’anno corrente le Sprint Race saranno tre, assegneranno la Pole Position il venerdì e punti ai primi otto piloti classificati. Ovviamente l’ordine di arrivo del sabato corrisponderà all’ordine di partenza del Gran Premio della domenica.

Il futuro delle Sprint Race

A seguito dei numerosi imprevisti che hanno messo in discussione le decisioni dei commissari di gara in ottica della classifica finale per il campionato del 2021 e con il cambio di presidenza della FIA, che ha visto il passaggio di testimone da Jean Todt a Mohammed Ben Sulayem, sono diversi i temi caldi che si stanno discutendo ai vertici della FIA.

Dopo numerosi tavoli di confronto, i team avevano raggiunto un accordo votato all’unanimità che avrebbe portato a sei le Sprint Race per il 2023. Sembrava che ci fossero solo piccole formalità da perfezionare, invece il nuovo presidente, al momento, ha congelato trattative e programmazione: una spaccatura tra la presidenza e Stefano Domenicali.

Diverse le interpretazioni di quanto sta accadendo ai vertici FIA: tra dichiarazioni e smentite c’è chi afferma che questo cambio repentino sia dovuto a una questione economica e chi di regolamentazione. Voci affermano che la presidenza voglia incrementare il costo per ospitare i Gran Premi per meglio affrontare i costi organizzativi che il format prevede. Netta la smentita di Ben Sulayem che nega totalmente di volere più soldi per la FIA. Non ho chiesto più soldi, ma se l’avessi fatto avrei voluto usarli nel modo giusto, per investire nella corretta regolamentazione dello sport”, ha dichiarato al Daily Mail.

“Diciamo che la Formula 1 è l’apice, e lo è, quindi noi della FIA abbiamo bisogno delle risorse per governare il lato tecnico e finanziario di uno sport da un miliardo di dollari in un modo che lo rispetti. Abbiamo bisogno della capacità di osservare tali standard.” Ha proseguito il nuovo presidente FIA “Quindi, in particolare per quanto riguarda gli sprint, devo vedere se la mia squadra a terra può assorbire il carico di lavoro extra che le gare comporteranno.”

“Dobbiamo esaminare tutto questo e prendere una decisione sensata. Eseguiamo la nostra operazione. Lo sistemeremo”. Ben Sulayem ha suggerito di essere più che felice di dare la sua approvazione all’espansione dello sprint, se la FIA deciderà che non ci sono aspetti negativi nel cambiamento. “Supporto le Sprint Race se è la cosa giusta da fare”, ha aggiunto. “Non sto dicendo che sia la cosa sbagliata. Sto dicendo che c’è tempo per decidere. Questo è per il 2023, non per questa stagione. La nostra casa non va a fuoco.”

Laura Bonacina

Precisamente e irrimediabilmente disordinata, ma assolutamente orientata nel mio marasma. Decisamente drogata di marketing, ma anche con i motori non scherzo. Ferrarista dalla nascita con un cuore nero azzurro.

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