Analisi della redazioneFormula 1

Speciale SF21 | Ferrari, torna una coppia senza iridati

La scelta del Cavallino segna un cambio di passo: niente plurititolati nel box, ma due giovani affamati. Con un palmarès tutto da costruire

Se rispolveriamo i libri di storia, salta fuori che solo una volta si sono avvicendati su una Ferrari piloti con una media d’età inferiore rispetto a quella della coppia 2021, formata da Charles Leclerc e Carlos Sainz. Dobbiamo riavvolgere i nastri al 1968, GP del Sudafrica, quando sulla 312 furono addirittura in tre a prendere il via, tutti giovanissimi e con un curriculum assai scarno.

Il primo era Jacky Ickx, 23 anni e un titolo di Formula 2 strappato l’anno prima. Accanto a lui Chris Amon, 24 anni, neozelandese, due stagioni piene di Formula 1 e quattro podi come fiore all’occhiello. Infine il nostro Andrea De Adamich, il più vecchio dei tre con i suoi 26 anni, ma esperienza pressoché nulla nella massima serie. Dove vantava una sola apparizione al GP di Spagna del 1967, non valido per il campionato.

UNA FERRARI CHE FA LARGO AI GIOVANI

Media d’età: 24 anni e 7 mesi, un filo meno di quella attuale. Classe ’94 Sainz, ’97 Leclerc, i due saranno ai nastri di partenza del GP del Bahrain con quasi 25 anni di media. Di gran lunga la più giovane per una coppia di Maranello, se escludiamo il trio che prese il via in Sudafrica nel 1968. Anche il palmarès dei due baby piloti è tutto da costruire. Sainz e Leclerc sommano appena due vittorie, entrambe appannaggio del monegasco (Belgio e Italia 2019). Il totale dei podi ammonta invece a 14: 12 per Leclerc, 2 per Sainz. 

Una situazione in netta controtendenza rispetto al passato recente, quando sia sotto la regia di Montezemolo che quella di Marchionne l’imperativo era di ingaggiare piloti plurititolati. L’ultima volta che il Cavallino scelse di affidarsi a due giovani under 30 senza titoli in bacheca risale al 2007, l’anno dell’ultimo mondiale Piloti, quando a guidare la F2007 erano Kimi Raikkonen e Felipe Massa. I due avevano una media di 27 anni e un curriculum ancora scarno, perché Raikkonen vantava appena nove successi, tutti su McLaren, mentre Massa addirittura due, colti l’anno precedente con Schumi a fargli da guida.

SOLO CAMPIONI

Da allora in poi, la casa di Maranello ha sempre corso con almeno un iridato nel box. Al 2010 risale l’arrivo di Fernando Alonso, che aveva due titoli mondiali arpionati con la Renault, mentre al 2015 quello di Sebastian Vettel, che assieme a Raikkonen portava un totale di cinque allori. 

Anche negli anni Duemila e nella seconda metà degli anni ’90 la Ferrari aveva contato su coppie titolate, complice la presenza di Michael Schumacher, il quale (come Alonso) vantava due titoli conquistati su Benetton tra il ’94 e il ’95. Prima del 2007, dunque, bisogna fare un salto indietro di altre 12 stagioni per ritrovare una coppia priva di campioni. Era quella del 1995, formata da Gerhard Berger e Jean Alesi, la stessa del biennio precedente. Situazione analoga nel 1992, quando il box rosso era privo di piloti iridati: accanto a Jean, c’era infatti il nostro Ivan Capelli.

RITORNO AL PASSATO

Curioso notare che la mancanza di campioni in squadra era invece una costante negli anni ’80. Dopo il ritiro di Jody Scheckter a inizio decennio, a Maranello hanno sempre corso piloti privi di titoli iridati, con l’eccezione di Mario Andretti (campione nel ’78), che disputò le due corse finali della stagione ’82. Bisognerà attendere il 1990 per riavere in squadra un plurititolato, ossia quell’Alain Prost finito in rotta di collisione con la McLaren. Quella fu anche la prima occasione, dopo dieci anni, in cui la Ferrari tornò a sfoggiare il numero uno sulla scocca, dato che il francese si era laureato campione l’anno precedente (ma sulla McLaren).

prost 1990
Alain Prost, primo iridato a correre per la Ferrari dal 1982 – © Getty Images

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La situazione di partenza della Ferrari 2021 pare dunque un ritorno a un’antica tradizione, quella di puntare su piloti giovani e con un palmarès tutto da costruire. Per curriculum di partenza, infatti, la coppia Leclerc-Sainz è superiore solo a quella Alesi-Capelli del 1992, se circoscriviamo l’analisi agli ultimi trent’anni.

NUOVO CORSO FERRARI

Un drastico cambio di rotta, voluto ancor prima che s’avviasse il mondiale 2020, ma che restituisce l’idea di un gruppo intenzionato a spezzare certi schemi ormai consolidati. 

Le statistiche dicono che l’ultimo iride Piloti è arrivato proprio quando nel box rosso mancavano i campioni del mondo (era il 2007, appunto). Diverso era il contesto tecnologico, diversi i rivali. L’attuale coppia deve invece fare i conti con sfide e incognite sconosciute ai tempi di Raikkonen e Massa. C’è una stagione – il 2021 – data come anno di transizione, e una rivoluzione tecnica ormai prossima. Ci avranno visto giusto, a Maranello, a inaugurare il nuovo corso incentrato sui giovani? La parola alla pista. 

Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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