DichiarazioniFormula 1

Sainz: “L’obiettivo della Ferrari è lottare per il Mondiale”

Al team di Maranello non basta ottenere la terza o quarta posizione nel Costruttori, ma vuole molto di più. Inoltre il madrileno spiega che deve molto agli insegnamenti impartiti da suo padre

La prima stagione di Carlos Sainz con la Ferrari sta andando bene: lo spagnolo è settimo nel Mondiale Piloti, la Scuderia è terza per il Mondiale Costruttori ma non basta

Carlos Sainz è contento di quanto fatto con la Ferrari, in questa sua prima stagione, ma ricorda che a Maranello un terzo o un quarto posto non basta e che non si accontenteranno fino a quando non torneranno a lottare per il Mondiale. E’ passato più di un decennio dall’ultimo titolo della Ferrari nel 2007 e ogni anno pesa sempre di più non lottare per il campionato. Sebbene i progressi della Rossa di Maranello siano stati notevoli, Carlos ricorda che in casa Ferrari non basta lottare per il terzo o il quarto posto, perché l’obiettivo è il Mondiale.

“La Ferrari non è contenta del terzo o quarto posto nel Campionato Costruttori. Il nostro obiettivo è vincere il Mondiale il prima possibile. Nonostante ciò rimaniamo con i piedi per terra, essendo il più realisti possibili e continuando a lavorare nel migliore dei modi. Dobbiamo migliorare sempre di più la monoposto per vincere il prima possibile afferma Carlos nelle dichiarazioni rilasciate a Sky F1.

IL PILOTA SPAGNOLO AFFERMA CHE I SUOI PROGRESSI SIANO DOVUTI AGLI INSEGNAMENTI DEL PADRE

Il lavoro del madrileno è fondamentale in questa fase, poiché inizierà la nuova era della Formula 1 con il team di Maranello. La Ferrari l’ha notato dopo essere stato la rivelazione nelle stagioni 2019 e 2020 con McLaren. Carlos crede che gran parte dei suoi progressi siano dovuti agli insegnamenti di suo padre. Il tre volte vincitore della Dakar gli ha insegnato a essere un uomo squadra.

“La sua guida, i suoi consigli, il suo modo di insegnarmi come diventare non solo un buon pilota ma anche un professionista, un uomo che sa lavorare in team, come porre le giuste domande, come crescere con le sfide che si trovano lungo il percorso, sono stati fondamentali per me. Senza tutto questo sarebbe stato difficile essere in questa posizione” conclude così il pilota spagnolo.

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