DichiarazioniFormula 1

Ricciardo: “Grazie a Netflix, adesso negli USA mi riconoscono”

Il pilota australiano ha commentato il grande successo di “Drive to Survive”, serie documentario sulla Classe Regina e i suoi segreti

Ricciardo ha parlato di come la sua vita negli Stati Uniti sia cambiata da quando una delle piattaforme streaming più famose al mondo ha sdoganato le storie e i retroscena della Formula 1 e i suoi eroi

Dal 28 Febbraio, sulla piattaforma Netflix, sarà disponibile la seconda stagione di “Drive to Survive”, serie documentario che ha messo in luce il dietro le quinte e i protagonisti di uno sport glamour e affascinante come la Formula 1.
L’ottimo prodotto finito ha avvicinato ulteriormente gli appassionati di lunga data, offrendo loro una finestra in più sulle vicende delle undici scuderie in gara, ma ha fatto anche qualcosa di ancora più notevole: grazie alla diffusione ad ampio raggio garantita dall’ormai sconfinato utilizzo di Netflix, la serie è riuscita a raggiungere anche le televisioni di chi quelle livree lucide dai motori ruggenti non le aveva mai viste o, se lo aveva fatto, si era sempre trattato di un’occhiata troppo rapida.
Adesso, come Daniel Ricciardo ha voluto raccontare, le cose sono cambiate.

Il verbo della Formula 1 ha quindi iniziato a diffondersi oltreoceano e, grazie alla divertente testimonianza di uno dei suoi protagonisti indiscussi, se ne possono osservare le prime conseguenze.
Daniel Ricciardo, che, fino a poco tempo fa, non veniva nemmeno riconosciuto, adesso sembra avere un discreto successo anche nella terra a stelle e strisce: “Sicuramente sento che la Formula 1 sta diventando molto più importante negli Stati Uniti. ‘Drive to Survive’ ci ha messi in risalto.Trascorro un po’ di tempo negli Stati Uniti e, fino a un anno fa, nessuno mi avrebbe detto ‘Ciao’ ; non in senso negativo, ma  perché non mi avrebbero proprio riconosciuto come pilota di Formula 1” – ha infatti recentemente dichiarato. “E ora è tutto tipo: ‘Ti abbiamo visto su Netflix, è stato fantastico, Drive to Survive’ “.

SENZA CASCO IN POCHI SANNO CHI SEI

Questa storia non suona nuova. Sarà forse perché anche un certo Lewis Hamilton ci è passato? Nel dicembre 2017, ospite di Fabio Fazio nella trasmissione su Rai Uno “Che tempo che fa”, il sei volte campione del mondo aveva infatti raccontato che una giovane coppia gli aveva chiesto se potesse scattar loro una foto, non avendo minimamente idea di chi lui fosse. “Il problema della Formula 1 é che hai sempre questo casco in testa. Quindi è difficile che la gente ti riconosca” – aveva dichiarato divertito Hamilton.

Come riporta planetf1.com, lo stesso episodio sembra aver interessato il suo collega Ricciardo: “Indossiamo caschi, quindi non molte persone possono vedere spesso le nostre facce. Associare un viso a un nome mi ha aiutato” – ha ammesso l’australiano al The Daily Show.

RICCIARDO E IL LAVORO DEI SOGNI

Daniel, ritiene inoltre che a volte i piloti di Formula 1 risultano troppo seri e che quindi dovrebbero ricordare più spesso che stanno facendo il loro lavoro dei sogni: “Per me, crescere in Australia, al sole e vivere vicino alla spiaggia, da’ alla tua personalità un po’ di felicità” -ha spiegato.”Sto facendo il lavoro dei miei sogni. A volte devi essere ricordato, diventi così competitivo. Capita di essere così coinvolto in tutto questo da perdere un po’ di vista la giusta prospettiva. Vado in giro per il mondo per guidare le auto su delle piste; il che è fantastico” – ha concluso il pilota Renault.

Dalla fine del mese di febbraio, sarà dunque possibile godersi la seconda stagione di “Drive to Survive” e iniziare il viaggio alla scoperta di questo mondo a quattro ruote, ripercorrendo i momenti emozionanti della stagione 2019, in attesa del GP d’Australia che darà il via ufficiale al campionato 2020.

Netflix Drive to Survive
Credits: Netflix.com

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Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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