Analisi della redazioneFormula 1

Red Bull, un anno di transizione

Analizziamo il 2019 della scuderia di Milton Keynes, dalla motorizzazione Honda alla crescita di Verstappen

Come valutare il 2019 della Red Bull? La scuderia austriaca ha chiuso il mondiale costruttori in terza posizione per il terzo anno consecutivo, con un bilancio finale di 417 punti, contro i 504 della Ferrari e i 739 della Mercedes. Le parole rilasciate da Christian Horner qualche giorno fa dopo l’ultimo Gran Premio ad Abu Dhabi fanno pensare che questo sia stato una anno positivo per la Red Bull: “Nessuno l’avrebbe immaginato, pensavamo sarebbe stato un anno di transizione, abbiamo cambiato motore dopo 13 anni ma la Honda è stata all’altezza: l’affidabilità e le performance sono migliorate di Gran Premio in Gran Premio“.

Queste dichiarazioni stonano però un po’ con quelle che Helmut Marko aveva rilasciato ad inizio stagione, quando le aspettative per la scuderia sembravano essere ben più alte. “Vinceremo almeno cinque gare“, aveva affermato Marko alla vigilia del primo weekend stagionale in Australia. Le vittorie per la Red Bull alla fine sono soltanto state 3, una in meno del 2018, e tutte firmate Max Verstappen.

Si può dunque dire che questo sì sia stato un anno di transizione per la Red Bull, ma di certo viene difficile credere alle parole di Horner che sia stata una stagione sopra le aspettative.

I PUNTI DI FORZA: IL MOTORE E SOPRATTUTTO IL PILOTA, VERSTAPPEN

Le note positive di questo 2019 per la scuderia di Milton Keynes comunque ci sono, e sono due: la prima è la partnership iniziata con Honda che ha portato quei passi in avanti tanto auspicati dal punto di vista del motore, da sempre il tallone d’achille della monoposto, e la seconda è il pilota, Max Verstappen.

Il talento dell’olandese volante sembra infatti essere definitivamente sbocciato, o meglio definitivamente maturato. Al Max Verstappen che soltanto l’anno scorso tagliava la strada a Ricciardo a Baku causando il ritiro di entrambe le Red Bull, ha fatto spazio un pilota ben diverso: più attento, più maturo, e che pensa a portare a casa i punti e a vincere le gare stando fuori dai guai in pista.

La prima vittoria del 2019 di Verstappen è arrivata in Austria, Gran Premio di casa della Red Bull. Prima di allora erano arrivati soltanto due terzi posti, in Australia e in Spagna. Una grande vittoria davanti alla sua armata di tifosi orange, seppur condita come spesso quest’anno da qualche polemica, ottenuta grazie ad una grande rimonta nel finale di gara.

Il secondo trionfo arriva poco dopo, in Germania, una delle gare più pazze del campionato per via dell’acquazzone sotto cui è stata corsa. In quella domenica sbagliano in molti sotto la pioggia, tra tutti Leclerc e Bottas che finiscono a muro. Verstappen mantiene la lucidità e non sbaglia, portandosi a casa la sua settima vittoria in carriera.

L’ultimo sigillo della stagione arriva in Brasile. Pole position e vittoria, mentre dietro di lui succede di tutto: da Hamilton che rovina la gara di Albon, al patatrac tra le due Ferrari di Vettel e Leclerc.

FUTURO DA DECIFRARE

Si può dire che Verstappen quest’anno abbia dimostrato di essere pronto per giocarsi il mondiale non appena avrà una monoposto all’altezza degli avversari, Mercedes su tutti. Sarà in grado la Red Bull di dargli una macchina competitiva già dalla prossima stagione? Questo è il quesito principale, perchè Max e il papà Jos hanno già manifestato qualche malumore quest’anno. Il pilota olandese vuole poter lottare per il mondiale, non per qualche vittoria stagionale. Probabilmente l’anno prossimo sarà decisivo: se la Red Bull non sarà all’altezza di Mercedes e Ferrari, nel 2021 Verstappen potrebbe scegliere di accasarsi altrove. Dove? Probabilmente in Mercedes, nel caso in cui il matrimonio tra Hamilton e Ferrari dovesse concretizzarsi per davvero.

LO SCAMBIO GASLY-ALBON

Se la Red Bull dunque ha una prima guida dalle qualità indiscusse e che dovrà cercare di tenersi stretto, il discorso è diverso per quel che riguarda il secondo pilota. E’ stato un anno travagliato per Helmut Marko da questo punto di vista. La stagione è iniziata con Pierre Gasly al fianco di Verstappen. Il francese è però durato soltanto metà stagione, prima che Marko lo silurasse durante la pausa estiva, per via dei risultati non all’altezza. Come sostituto è stato scelto Alexander Albon, al suo primo anno in Formula 1, ma che per ora ha dimostrato poche volte di riuscire a stare davanti anche soltanto a uno degli altri cinque piloti di punta. Il giovane pilota thailandese dovrà dimostrare nel 2020 di essere in grado di portare punti importanti soprattutto per il mondiale costruttori.

Voto alla stagione Red Bull: 7, perchè alla fine nei costruttori anche quest’anno ha chiuso dietro sia a Mercedes che a Ferrari.

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Luca Brambilla

Studente universitario all'università di Trento. Redattore presso F1world.it. Appassionato di giornalismo, cinema e sport.

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