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Presentazione Ferrari: una marcia in più, grazie ai Ferrari Club

Tra dichiarazioni esclusive e aneddoti che riscaldano il cuore, ecco il mio racconto sulla presentazione della SF1000. Siete pronti ad emozionarvi?

Ciò che vi sto per raccontare è la giornata tipo che vorrebbe vivere ogni tifoso di qualsiasi team, perché a volte, lasciare l’obiettività da parte, per farsi attraversare dall’emozione più pura che possa esserci diventa quasi necessario. L’opportunità di presenziare alla presentazione della Ferrari, data a tanti appassionati tramite Ferrari Club, tra cui la sottoscritta, è un sogno che diventa realtà.

Una giornata meravigliosa, sotto tanti aspetti. Reggio Emilia ci ha accolto con una cornice quasi primaverile. Una giornata calda: la temperatura registrata era di 20 gradi, ma quella percepita molto più elevata. Un calore diverso da quello del sole, ma umano, fatto di passione ed emozioni. Un calore speciale, generato dai tantissimi tifosi accorsi a Reggio Emilia, perché si sa, quando la Ferrari chiama, i Ferrari Club rispondono. Non importa che arrivino da Vedano al Lambro, Trapani, Ginevra o Toronto. Loro ci sono. Pronti a sventolare bandiere, a caricare e a far emozionare la loro squadra.

IL TIFO FERRARI

Sarò anche di parte, ma permettetemelo: non credo esista al mondo un tifo paragonabile a quello Ferrari.
E’ semplicemente qualcosa di diverso e fuori dal comune. Non è semplice entusiasmo e non è semplice tifo.
E’ passione, oserei dire quasi una fede, come una religione. ’Date a un bambino un foglio di carta, dei colori e chiedetegli di disegnare un automobile, sicuramente la farà rossa’’, ecco, questa è la grandezza della Ferrari.
Infatti, intorno alla Scuderia Ferrari aleggia un mito, una sorta di aura potente che non può non contagiarti.

Non è semplicemente un team in Formula 1, ma è la storia della Formula 1. Si dice, infatti, che la Rossa senza correre nella massima serie continuerebbe ad esistere e ad attirare lo stupore di migliaia di appassionati; mentre la Formula 1, senza il team di Maranello, non sarebbe più la stessa cosa. E’ speciale, perché è storia, è mito, ed è leggenda, ma è anche e soprattutto un sentimento: essere Ferrari. La marea rossa, quella che solitamente invade l’autodromo di Monza, ieri ha occupato le strade e il teatro della città emiliana.

Si respirava nell’aria l’importanza di quel giorno, come fosse una specie di rinascita dopo un anno difficile. C’era rosso ovunque e si potevano percepire chiaramente le mille emozioni che attraversavano i tifosi: ansia, paura, gioia, ammirazione, eccitazione e attesa. Abbiamo ingannato il tempo ritrovandoci con vecchi amici e raccontandoci qualche storia legata al Motorsport. Abbiamo rivissuto insieme i vecchi ricordi, il talento di Gilles, i duelli tra Schumi e Barrichello, il 2000 e gli altri mondiali vinti.

IL RINNOVO DELLE PROMESSE

Un caffè veloce prima di ritirare i pass per poter poi, finalmente, accedere al Teatro Ludovico Ariosto. Un piccolo gioiello della città di Reggio, addobbato dalla sapiente regia di Mauro Apicella (il “capitano” degli Scuderia Ferrari Club) con striscioni, scudetti Ferrari e tricolori pronti a sventolare per accogliere gli ospiti speciali.  Prima della premiazione, infatti, Binotto, Vettel, Leclerc e Genè hanno trovato un po’ di tempo per far visita ai membri dei Ferrari Club presenti. Li abbiamo accolti con una sinfonia assordante a suon di “Forza Ferrari” “Vai Seb” “Grande Charles” “Dai Mattia” e una macchia di colore rosso che si agitava a ritmo dei cuori che battevano all’unisono.

Eccoli sul palco i nostri fantastici quattro. Essere lì, con tutta la tua squadra in un momento così importante non ha prezzo. Faccia a faccia. Spogliati di qualsiasi maschera. Parlano gli occhi e le emozioni. E’ come se ogni anno rinnovassimo le promesse di un matrimonio fatto tanti anni fa, a cui restiamo sempre fedeli. Cuore pulsante, bocca spalancata e occhi sgranati pieni di speranze e fiducia. Ci siamo ricaricati. Noi grazie a loro, e loro grazie a noi. E’ uno scambio di energie importanti.

“C’è un sacco di gente qui e anche fuori. Mi piace di più questo teatro perché è un po’ più caldo. Grazie, davvero grazie per essere qui”, ha esclamato Seb nel suo meraviglioso italiano. Non sono stati da meno i ringraziamenti di Charles: “Grazie a tutti perché ovunque andiamo, che sia in Italia oppure all’estero, c’è sostegno. Anche oggi lo vediamo, e volevo ringraziarvi per questo perché onestamente, anche se quest’anno ho sentito tanto sostegno, è sempre emozionante vedervi presenti così in tanti”.

MATTIA RISPONDE ALLE CURIOSITÀ

Stare con loro, anche solo per una ventina di minuti, ci ha permesso di avere un momento intimo, tutto nostro. Lontano dai riflettori, dalle telecamere e dalla stampa. Ci ha permesso di scoprire qualcosa in più. Sono stati toccati diversi argomenti, grazie alle domande che Genè ha proposto ai piloti e al Team Principal. Hanno risposto alle curiosità con trasparenza e semplicità.

Ha esordito Mattia, spiegando: E’ la prima volta che usciamo da Maranello per presentare la monoposto, ci è capitato solo una volta al Mugello. Ci abbiamo pensato tanto e credo sia giusto aprirsi a tutti. Credo che farlo qua ci dia più opportunità. C’è tantissima gente dentro il teatro Valli, tantissima qui e altrettanta in piazza. Questa è la città del tricolore e la Ferrari appartiene a tutti gli italiani.

“Ci abbiamo pensato in tanti al nome per la nuova monoposto. Siamo una squadra e parlo sempre al plurale con loro. Crediamo che quest’anno sia importante festeggiare in modo particolare, e il nome è una sorte di celebrazione. La vettura, invece, è un’evoluzione della SF90 perché i regolamenti sono rimasti pressoché uguali. Sono cambiati di poco riguardo alla power unit. Non ci si possono aspettare cose molto diverse, ma vi anticipo che la monoposto sarà molto estrema, ha così concluso.

STAGIONE PIU’ LUNGA MA POCHI TEST

Tra gli argomenti trattati, Genè si è soffermato sull’importanza dei test che inizieranno il 19 febbraio a Barcellona.
Quest’anno i test dureranno solo sei giorni, davvero pochi. Per questo motivo è importante che la vettura vada bene sin da subito perché non abbiamo tanto tempo per fare dei cambiamenti prima di andare a Melbourne, in Australia. Anche durante la stagione, i test sono stati ridotti, saranno davvero pochi e come una specie di GP”, ha così sostenuto lo spagnolo.

Ha poi aggiunto: “Un ruolo importante quindi lo avrà anche il filming day. I primi giri che faranno saranno molto importanti perché si renderanno conto se la vettura è nata bene. Il filmig day non ha lo scopo di provare la monoposto, ma anche solo percorrendo 100 km si può capire se c’è un buon feeling con la vettura. Ovviamente, però, i giorni più importanti saranno quelli a Barcellona”.

“NON SI PUÒ DESCRIVERE LA PASSIONE, LA SI PUÒ SOLO VIVERE”

E’ difficile spiegare le emozioni che una giornata così possono lasciare nel cuore di un tifoso. Aveva ragione Enzo Ferrari: “Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere”, e io non posso far altro che augurarvi, almeno una volta nella vita, di trovarvi immersi in questa pazza folla rossa, e di farvi contagiare dalla passione e dall’amore che manifestano.

Tante sono le storie e le sensazioni che i piloti hanno provato a raccontare, nella speranza di riuscire a far comprendere al pubblico quanto speciale possa essere far parte di questo team. Io posso parlare solo da tifosa e vi assicuro che, anche solo tifare per questa magica squadra, è un privilegio e un onore. Che si vinca o che si perda, ci sono emozioni che solo una macchina rossa può far provare.

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Chiara De Bastiani

Sono Chiara, ho 20 anni e studio scienze e tecniche psicologiche. Sono appassionata di motori e il mio amore per la Formula 1 è cresciuto piano piano insieme a me. Infatti, la seguo sin da quando ero piccolina, grazie a mio papà. Ho molte altre passioni e interessi che coltivo tra cui la danza, i viaggi, la montagna, la musica e l'arte. Sono un'inguaribile sognatrice che spera un giorno di poter lavorare in questo mondo fatto di passione, motori ed emozioni.

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